Lodi, insegnanti da 6 mesi senza stipendi: il direttore del Clerici chiede scusa

«Problemi legati alla crescita dell’istituto a livello nazionale, tempi più lunghi»

Una decina di insegnanti del Centro di formazione professionale Clerici di Lodi sono in attesa di ricevere lo stipendio da sei mesi. Si tratta di alcuni collaboratori a partita Iva, all’interno di una realtà con base in Lombardia ma che conta un migliaio di figure con contratto simile in tutta Italia. I termini di pagamento che hanno sottoscritto al momento dell’incarico sono a 90 giorni, come se fossero dei fornitori, ma alcuni di loro, a Lodi, lamentano che ne sono già passati 180 senza che siano arrivati i bonifici dall’amministrazione cui fa capo l’istituto di via Paolo Gorini. Se qualcuno di loro avesse fatto conto sul compenso per andare in villeggiatura, ha dovuto cambiare i suoi programmi.

«Ho ben presente la situazione e mi sono personalmente scusato con loro - rassicura il direttore del Cfp Clerici di Lodi Carlo Bogazzi -, e spero che l’inconveniente si risolva nel giro di pochi giorni, anche perché poi gli uffici competenti chiudono per ferie. Ho sollecitato personalmente l’amministrazione, perché i nostri insegnanti, collaboratori compresi, sono tutti ottimi e motivati, e anche un compenso che arriva nei giusti termini è ulteriore fonte di motivazione, un riconoscimento per l’impegno che dedicano ai nostri ragazzi».

Il Clerici è una realtà nata nel 1972 e che negli ultimi tempi ha acquisito anche degli istituti paritari, oltre ad accrescere la sua presenza fuori dalla Lombardia: «Questa espansione ha comportato un carico eccezionale sugli uffici amministrativi - spiega il direttore Bogazzi -, con nuove incombenze e ulteriori posizioni da gestire. E in questa fase ha comportato un allungamento dei tempi. Il Clerici non ha difficoltà economiche, è in crescita, ma a sua volta deve anche fare i conti con erogazioni che arrivano da enti e istituzioni pubbliche, che a volte tardano nei pagamenti, e non solo nel settore dell’istruzione. Ma non è giusto che questi ritardi ricadano sugli insegnanti che hanno dedicato mesi della loro vita a istruire e motivare i giovani. Sono personalmente dispiaciuto e, ripeto, sto facendo il possibile. Di una cosa però sono certo: gli stipendi arriveranno tutti».

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