Lodigiano, cresce la violenza: boom di lesioni e aumentano gli omicidi

L’inchiesta L’incremento di reati preoccupa, soprattutto tra i giovani. Richiesta la Corte d’Assise per rispondere all’escalation criminale nel territorio

Una società dove alla parola si sostituisce il ricorso alla violenza. Senza alcuna distinzione di fascia d’età, tanto che già da adolescenti l’utilizzo di armi bianche è quasi abituale. Il Lodigiano non fa eccezione nel panorama nazionale e anche tra Lodi e i piccoli comuni sulle sponde di Adda e Po, ai piedi della collina o immersi nella campagna la violenza è ormai dilagante. Lo raccontano le cronache quotidiane, ma anche, e soprattutto senza possibilità di revisione, i numeri che certificano come anno dopo anno vi sia un numero di denunce sempre maggiori per i reati di “natura violenta”. Indicatori raccolti e pubblicati dall’Osservatorio sulla Criminalità del Sole24Ore che certificano una crescita costante in tutto il Paese, per un fenomeno che appunto non esclude un Lodigiano nel quale sino a pochi anni fa l’aggressione premeditata o comunque con l’utilizzo di armi era un evento sporadico ed eccezionale mentre ora sta divenendo quasi regolare. Fatti testimoniati da numeri, cronache e anche una diversità nel modo di lavorare di chi è preposto a garantire l’ordine e la sicurezza: oltre alla pistola agenti della questura e carabinieri sono ora dotati di teaser dopo apposita formazione, ma anche di bodycam a propria tutela, segno quest’ultimo che il numero di aggressioni e di violenza che non conosce confine è ormai dilagante. Città ma anche piccole comunità coinvolte come detto, tant’è che è stato accresciuto il numero di Comuni che possono dotare di teaser la propria polizia locale: nel Lodigiano, oltre a Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo hanno compiuto un primo passo per la dotazione ai loro agenti della pistola stordente mentre altri potrebbero seguirli nel corso del 2026.

Fatti, raccontati anche dalle pagine più nere della cronaca nazionale e locale, numeri e interventi che denotano quindi appunto come la società presenti sempre più tratti violenti, dove il ricorso all’aggressione fisica sia ormai la quotidianità o comunque non più un evento straordinario.

LESIONI DOLOSE

La categoria che ha forse conosciuto l’incremento maggiore nel corso degli anni e che va ulteriormente a certificare la “spirale violenta” della società. Nel 2020 infatti il numero di denunce era di 183, 79.4 ogni centomila abitanti, con il Lodigiano al 78esimo posto in Italia. Nel 2025 il numero di denunce è salito a 301, passando dalle 248 del 2021 alle 242 del 2022 per giungere poi al 277 del 2023. Lodi e provincia che quindi nel giro di un quinquennio è arrivata al 24esimo posto in Italia per tale reato con quasi 131 denunce ogni 100mila abitanti. Nel 2026 una denuncia per lesioni è già stata emessa, a carico di un 30enne di origine marocchina che nella notte dell’8 gennaio ha ferito con un lungo coltello da cucina un 40enne con il quale si era incontrato nell’appartamento della vittima per un incontro sessuale.

PERCOSSE

Dati che si sviluppano su solo quattro anni quelli riportati dall’Osservatorio: degli indicatori, quello riguardante il reato di percosse è quello rimasto costante senza troppi sobbalzi in avanti. Nel 2020 infatti le denunce sono state 62, tante visto che la provincia di Lodi risultava la 29esima in Italia, mentre nel 2021 e 2022 c’era stata un’altalena con 53 e 66. Il boom nel 2023, quando il numero era risalito a 69 che piazzano il Lodigiano al 35esimo posto. Come detto, per l’anno 2024 non è stato fornito alcun tipo di dato in merito alle percosse.

TENTATI OMICIDI

Numeri sicuramente più ridotti ma pur sempre indicativi quelli riguardanti i tentativi di omicidio. Il reato, previsto dall’articolo 56 del Codice penale, è configurato quando un soggetto compie atti idonei, in modo non equivoco, a commettere un delitto. In parole povere, chi con consapevolezza vuole cagionare ferite potenzialmente mortali alla vittima. Per ogni anno gli indicatori sono bassi rispetto alle lesioni dolose e alle percosse ma danno comunque un’idea della escalation di violenza che coinvolge anche il nostro territorio. Nel 2024 infatti le denunce sono state 4 in tutto, tre in più rispetto al 2023 e il 2021, il quadruplo del 2022, e il doppio del 2020 con la provincia di Lodi che due anni fa era quindi la 55esima in Italia.

OMICIDI

Il reato più grave, articolo 575 del Codice penale, che porta alla privazione della vita di una persona. In una provincia piccola come quella di Lodi però non mancano i casi, in crescita purtroppo. Dopo lo 0 tra 2020 e 2021, e nel 2024, nel 2022 e nel 2023 c’è stato un omicidio per ogni anno. Nel 2022 a perdere la vita, sgozzato nell’abitazione che condivideva con altre due persone, fu Adrian Mihaes, 45enne cittadino rumeno ucciso il 28 luglio da un coinquilino, Ebrahim Hydara di 25 anni, condannato poi a 20 anni. L’anno successivo a perdere la vita fu il commercialista Antonio Novati, accoltellato a morte in una cascina tra Massalengo e Lodi e abbandonato poi sull’auto della moglie in un campo sempre nel piccolo comune del Centro Lodigiano dal 60enne Francesco Vailati accusato d’omicidio. Nel 2025 invece due le persone uccise volontariamente: il 18 febbraio in piazza Omegna a Lodi venne ritrovato il cadavere di Roberto Bolzoni, 61enne, con zio e nipote Roberto Zuccotti e Andrea Gianì arrestati. Il secondo delitto a giugno, quando il cadavere del 21enne Mohamed Kaoukeb Raji fu individuato il 28 giugno in un campo tra Pieve Fissiraga e Villanova del Sillaro. Ad ucciderlo un colpo di fucile con le indagini che si stanno prolungando. Il 2026 come detto però ha già portato un omicidio, quello di Francesco Emanuele Conforti, 49enne di Monticelli Pavese deceduto a seguito di investimento volontario di Simone Severgnini, 52enne milanese, nella serata del 2 gennaio in via Turati a Sordio.

Numeri in aumento e che, sommati all’area Sudmilanese per la quale ha competenza il Tribunale di Lodi, nell’estate scorsa hanno portato il presidente del Tribunale Angelo Gin Tibaldi a richiedere al ministero della Giustizia l’istituzione di una Corte d’Assise anche nel capoluogo lodigiano dove non sarebbe comunque richiesto un accrescimento di giudici e cancellieri essendo quelli in servizio già un numero congruo alla formazione della sezione che si occupa degli omicidi volontari e di maggiore gravità.

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