«Magistrati, indipendenza a rischio»
Gherardo Colombo Figura di spicco di “Mani pulite”, oggi è impegnato nella sensibilizzazione alla legalità
Lodi
«Con l’Alta Corte introdotta dalla riforma, noi che abbiamo fatto le indagini di Mani Pulite credo prop rio che saremmo stati fermati». Ex magistrato, figura chiave nella lotta al crimine organizzato, come giudice istruttore ha scoperto insieme a Giuliano Turone la P2. Successivamente, come pubblico ministero è stato protagonista dell’inchiesta Mani Pulite, occupandosi tra gli altri dei processi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme, per poi diventare giudice della Corte di Cassazione. Da quando ha lasciato la professione, si prodiga nella diffusione dei concetti di legalità e giustizia. Con Gherardo Colombo parliamo di giustizia e referendum, in vista dell’appuntamento con il voto referendario del 22 e del 23 marzo.
Dottor Colombo, lei ha dedicato gran parte della sua vita a spiegare la Costituzione. Ritiene che questa riforma mini il disegno dei Padri Costituenti sulla magistratura come “ordine autonomo e indipendente”?
«Non è sufficiente che sia scritto in un articolo della Costituzione che la magistratura è un ordine autonomo e indipendente perché ciò sia vero. Questa espressione continua a rimanere nella Costituzione, però i cambiamenti che si fanno - a proposito della separazione delle carriere, o meglio la riforma del Consiglio superiore della magistratura, la creazione dell’Alta Corte e i sistemi di individuazione delle persone che andranno a comporre questi organi - influiscono notevolmente in senso contrario. Per spiegare cosa cambia nel Csm, basti pensare che oggi sia i giudici sia coloro che partecipano al Consiglio di nomina parlamentare sono eletti, mentre la nuova legge prevede che i giudici siano sorteggiati e i membri di nomina parlamentare siano sì sorteggiati, ma entro una lista di eletti. E quindi quelli espressi dal Parlamento continuano a essere eletti, mentre invece i giudici sorteggiati».
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