Maxi furto di farmaci tumorali, 51enne nei guai per ricettazione
Borghetto Lodigiano La razzia in Toscana per un valore di 350mila euro
Borghetto Lodigiano
Un uomo di 51 anni a lungo residente a Borghetto Lodigiano,
già arrestato alla fine dello scorso anno dalla squadra mobile di Bologna con l’accusa di ricettazione di un’ingente quantità di farmaci, per un valore di alcune centinaia di migliaia di euro, risulta indagato, questa volta dalla Procura di Lucca, perché avrebbe avuto un ruolo nella ricettazione di medicinali antitumorali per un valore di 350mila euro che erano stati rubati la notte del 25 marzo 2025 nell’ospedale Santa Croce di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca). Nell’ambito dell’operazione sono stati fermati perché indiziati di concorso in furto pluriaggravato e portati in carcere a Poggioreale nelle scorse ore tre napoletani: A.F., 60 anni, M.C., 49, e il coetaneo D.L., tutti già noti alle forze dell’ordine.
Le indagini erano partite dall’analisi dei movimenti di auto e furgoni attorno all’ospedale in orari compatibili con il furto, consumato nel magazzino della farmacia ospedaliera, e successivamente i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Castelnuovo Garfagnana erano riusciti ad associare dei volti a quei veicoli, fino a identificare con sufficiente certetta i tre pregiudicati, ritenuti gli autori materiali del furto.Non emergono invece per ora particolari riguardo al collegamento fra i tre napoletani e l’egiziano residente con la famiglia nel Lodigiano e rimane da chiarire se i medicinali oggetto della prima accusa di ricettazione siano sempre i medesimi provenienti dall’ospedale toscano o se il “giro” possa essere ancora più ampio. L’egiziano, all’apparenza un uomo elegante e insospettabile, era a sua volta già noto alle forze dell’ordine, mentre negli anni scorsi sempre tra Lodi e il Sudmilano un suo connazionale era stato fermato per un traffico simile. Quell’indagine aveva ipotizzato che i costosi medicinali venissero rivenduti clandestinamente proprio in Egitto e il fermato non aveva fatto mistero durante l’interrogatorio di essersi fatto costruire un intero condominio al Cairo. Le rotte dei traffici illeciti intercettati da polizia e carabinieri restano ancora da ricostruire nel dettaglio.
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