Montanaso: l’educatore carcerario ucciso dalla ndrangheta, c’è un colpevole in meno

UMBERTO MORMILE Fu assassinato nel 1990 a Carpiano, il presunto corresponsabile del delitto, Salvatore Pace, ora è assolto in appello

Carpiano

Dopo 34 anni e un processo riaperto per volontà dei familiari di Umberto Mormile, la Corte d’Assise d’Appello ribalta la condanna a 7 anni inflitta in primo grado a Salvatore Pace, collaboratore di giustizia accusato di aver fornito supporto logistico nell’omicidio dell’educatore del carcere di Opera. L’educatore carcerario di Montanaso Lombardo, che era compagno dell’allora direttrice del carcere di Lodi Armida Miserere (anni dopo trovata suicida in un altro carcere) fu ucciso dalla ‘ndrangheta a 34 anni l’11 aprile 1990 a Carpiano. Assoluzione piena: «il fatto non sussiste». Il verdetto smonta l’accusa che legava Pace alla moto e alle armi consegnate al commando. L’altro imputato, Vittorio Foschini, non ha presentato ricorso. La riapertura dell’inchiesta era stata voluta dai familiari della vittima, e in particolare dal fratello Stefano e la sorella Nunzia, tutti assistiti dal legale Fabio Repici. Pace, accusato di aver fornito «supporto logistico», facendo consegnare da «appartenenti del suo gruppo» criminale «armi e una moto per eseguire l’omicidio», era stato condannato in primo grado insieme a Vittorio Foschini.

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