Nel Lodigiano è già arrivata la legionella: due i pazienti gravi in ospedale

ACQUA CALDA E ARIA CONDIZIONATA Il rischio maggiore proviene dagli impianti, anche di casa. I consigli del medico

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Non è ancora estate eppure l’ospedale di Lodi si trova già ad affrontare i primi casi di legionella. In pneumologia sono ricoverati due pazienti di circa 50 e 60 anni, uno dei due passato anche dalla rianimazione. Ne abbiamo parlato con il dottor Mariano Scozzafava, responsabile della terapia semi intensiva respiratoria (Utir). «Si tratta di una malattia batterica - spiega il medico -; la legionella pneumophila è un germe presente negli ambienti acquatici naturali, nei fiumi, nei laghi e nelle sorgenti termali; attraverso le condotte artificiali può arrivare negli impianti idrici, soprattutto sopra i 25 gradi, nelle piscine, nelle fontane, nei serbatoi; ecco perché può essere pericolosa. Se le acque non sono ben trattate possono essere causa dell’infezione. Si creano situazioni di rischio per la salute pubblica. La legionella viene trasmessa per via respiratoria, durante l’inalazione o la respirazione di aerosol che contengono la legionella. La pericolosità delle particelle aumenta man mano che si riducono di diametro. Può colpire in età avanzata, nei fumatori, in condizioni di immunodeficienza o in presenza di malattie croniche. È una malattia rara, ma può essere anche mortale: la letalità, nei pazienti fragili, si aggira intorno al 5, 10 per cento: non è poco».

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