Nuovi nati nel Lodigiano, c’è un segnale di speranza

Tra 2023 e 2024 culle in lieve crescita: sono passate da 1520 a 1564

Inverno demografico, c’è uno spiraglio. A dirlo sono i numeri Istat del 2023 messi a confronto con quelli dell’anno successivo. Nel 2024, infatti, si è registrata una lieve crescita.

In Provincia di Lodi

Tra 2023 e 2024 i nati sono passati da 1520 (756 femmine e 764 maschi) a 1564 (756 famiglie e 808 maschi), con una crescita di 44 unità. Tra i comuni che segnalano una crescita tra i due anni, anche se di poche unità, si segnalano Casale e Sant’Angelo dove il numero delle famiglie straniere è più elevato. Per il resto, per quanto riguarda Ospedaletto, Massalengo, Livraga e Brembio che segnala un boom (+16), si potrebbe parlare di un effetto logistica.

Lodi una città giovane

A Lodi città, la popolazione generale è in crescita, ma il numero dei nati diminuisce. «I dati dell’Istat rispetto alla popolazione generale sono meno aggiornati rispetto a quelli della nostra anagrafe comunale - spiega la vicesindaca del capoluogo Laura Tagliaferri -. Al 20 ottobre 2025 abbiamo sfondato il tetto dei 46mila, siamo arrivati a 46mila 116, al 31 dicembre 2024 erano 45.935 e al 31 dicembre 2023 45.372. Gli abitanti tra 2023 e 2024 sono saliti di 563, mentre gli stranieri sono circa il 15 per cento del totale, passando da 6658 del 2023 (+14,6 per cento) a 6.903 del 2024 (+15%)». A Lodi città, la fascia di popolazione più giovane tra i nuovi residenti (2137 persone), secondo i dati del 2024 è quella tra i 19 e i 35 anni (744 persone), seguita da quella 0-18 (596) , 36-50 (414) e 51-65 (228). Tra i 66 e gli 80 sono 100 e oltre gli 81, le persone ammontano a 55.

«Il saldo naturale è sempre negativo (come si evince dalla tabella a fianco, ndr) - spiega la vicesindaca -, facciamo sempre meno figli, ma le giovani famiglie si trattengono a Lodi. Nel piano del diritto allo studio si vede che gli alunni nelle scuole sono diminuiti nel tempo: tra infanzia e medie, siamo passati da 5726 alunni della stagione scolastica 2015 - 2016 a 5190 tra 2024 e 2025. La tendenza alla denatalità è generale, direi che fanno fede i Comuni con i numeri più grandi, nei Comuni più piccoli bisognerebbe analizzare la tendenza negli anni per avere una statistica. Noi cerchiamo di fare una città il più possibile attrattiva, infatti, la popolazione giovane cresce».

Il trend di Casale

«Sicuramente - spiega il sindaco di Casale Elia Delmiglio - a incidere sull’incremento dei nati è il numero degli stranieri, ma Casale è una città che offre una rete di servizi a misura di famiglia. A pesare per l’incremento è anche il tema delle infrastrutture, i collegamenti viari e ferroviari. Noi siamo molto attenti poi ai servizi scolastici, dal nido alle superiori offriamo delle risposte efficaci. Abbiamo ampliato l’asilo nido e abbiamo strutture private che concorrono a garantire il servizio. Siamo partiti con l’accoglienza di 40 bimbi, ma possiamo crescere. Un sistema scolastico all’avanguardia e servizi comunali accessibili a tutti hanno il loro peso».

Effetto logistica e non solo

A Livraga, tra 2023 e 2024, i neonati sono passati da 10 a 14. «L’incremento - commenta l’assessore comunale Mariagrazia Veronese - è dovuto ai nuovi insediamenti produttivi che hanno favorito la residenzialità. Il paese offre diversi servizi per le scuole, dal centro educativo 0-3 anni fino alle medie, abbiamo poi l’ambulatorio medico, la farmacia, i negozi di alimentari. Nel nostro piccolo offriamo tutto. I nuovi arrivi sono legati anche alla logistica. L’agricoltura offre lavoro agli stranieri. Nell’ultimo anno abbiamo registrato un incremento di bambini a scuola, non abbiamo come gli altri problemi di classi e sopravvivenza dei plessi». D’accordo sull’effetto attività produttive è anche l’ex sindaco Giuseppe Maiocchi. «I nuovi insediamenti - dice - hanno portato nuove famiglie con bambini riempiendo le criticità, hanno dato la possibilità di ripartire con le prime classi che erano sotto i 14 alunni e a rischio chiusura. Le nuove famiglie con i bambini hanno sanato la crisi. A parte la logistica, abbiamo avuto altre attività che si sono insediate, anche l’industria manifatturiera per esempio. La zona produttiva conta un migliaio di lavoratori. Tra Chiapparoli e Dhl sono occupate tra le 300 e le 400 persone, poi c’è l’azienda di commercio all’ingrosso di farmaci che a regime aveva ipotizzato 60 addetti. C’era stato un calo di popolazione tra 2011 e 2021 di 200 persone circa da 2631 a 2400, con un saldo naturale sempre negativo, poi c’è stata l’inversione».

Il caso Castiglione

A Castiglione i nati, tra 2023 e 2024 sono passati da 23 a 39, con una crescita di 16. «Ci siamo interrogati anche noi - commenta il primo cittadino Tino Pesatori -, non sappiamo come mai questo boom nel 20024, probabilmente è legato all’ingresso di nuovi giovani. Si è trattato però solo di un caso, per il resto il trend è negativo».

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