Parla lodigiano il progetto per un linguaggio più inclusivo
RICERCATORI A “Egalia” hanno contribuito Martina Rosola e Federico Cella
Lettura 1 min.La premessa è che «la parità di genere si realizza sia con i fatti che con le parole». E se scrivere in modo equo può non essere facile - in particolare in italiano, una lingua dove il genere è ovunque - , ora si punta alla nascita di un suggerimento automatico per il linguaggio equo di genere. Un plug-in, che interverrà con i suggerimenti negli ambienti di scrittura, per supportare l’utente, grazie al supporto dell’Intelligenza artificiale, nel sostituire espressioni escludenti con delle alternative più eque.
È il fulcro del suggestivo progetto “Egalia”, che si avvale di una rete di collaborazioni con Università, associazioni e start up, come aequa.tech, e StartUB Universitat de Barcelona, ed è stato selezionato tra 6000 altri da Santander per un Crowdfunding finalizzato a trasformarlo in realtà.
Un progetto che parla anche lodigiano, grazie ai ricercatori che ci lavorano e in particolare il lodigiano Federico Cella, 34 anni - laurea in filosofia all’Università San Raffaele, dottorato tra la stessa Università e il Michigan, con esperienze all’attività come ricercatore sempre al San Raffaele e a Lisbona - e Martina Rosola, che a Lodi ha vissuto 4 anni tra il 2020 e il 2024 (e ha insegnato anche al San Francesco storia e filosofia), dopo un percorso che l’ha portata alla laurea magistrale in Filosofia e sempre al dottorato, oltre che a collaborazioni di ricerca nelle Università di Genova, del Piemonte Orientale, ed esperienze anche in Regno Unito e Canada. Entrambi hanno vinto poi una borsa con contratto di ricerca all’Università di Barcellona, dove lavorano attivamente al progetto.
«È un tema che mi sta molto a cuore da molti anni - spiega Martina - : ho studi di linguistica alle spalle e nonostante questo, per molti anni, ho commesso errori, come chiunque. Il nostro progetto vuole offrire un supporto in questo senso, aiutare chiunque a usare espressioni che non feriscano o non siano escludenti».
E diffondere un linguaggio equo, che rinuncia, ad esempio, al maschile generico a tutti i costi, «spesso utilizzato per persone non definite o anche per parlare di donne, quando mai si usa il femminile per parlare di uomini, rendendo invisibili le donne o le persone non binarie».
Il primo passo è agire proprio sulla parità di genere, ma nelle prospettive future c’è anche l’estensione del suggeritore per eliminare i termini che contengono stereotipi. Egalia può essere realizzato solo grazie a dei contributi e la campagna - al link https://crowdfunding.explorerbyx.org/egalia/5070?user-lang=EN - resterà attiva fino al 13 novembre. Intanto il progetto, il prossimo martedì, sarà presentato in un webinar a enti e aziende (per partecipare si può scrivere a [email protected]) mentre il 4 novembre alle 18.30 è in agenda una diretta Instagram sul profilo egalia.it, aperta a chiunque voglia partecipare.
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