Polveri: Lodi è sesta in Italia tra i capoluoghi più inquinati
LEGAMBIENTE Dodicesima posizione per il Pm 2,5 ultrafine
Lodi rimane sul podio (e non è una bella cosa) dei capoluoghi di provincia lombardi con l’aria peggiore, per quanto riguarda le polveri fini pm 10: secondo i dati del report Mal’Aria 2026 diffusi ieri da Legambiente, la media annua dei rilevamenti delle stazioni Arpa all’ombra del Torrione è stata di 29 migrogrammi per metro cubo, secondo dato peggiore della Lombardia dopo i 31 microgrammi di Cremona e appena meglio dei 28 microgrammi di Milano e Pavia. Al quarto posto Monza, a quota 27.
Considerando la sola centralina di viale Vignati (e non anche Sant’Alberto, che ha valori storicamente più bassi per le polveri) nel 2025 aveva segnato un valore medio di 30 microgrammi al metro cubo di Pm 10, superando per 48 giornate il valore limite di 50 microgrammiμche secondo il decreto legge 155 del 2010 non deve essere superato per più di 35 giorni l’anno: un quadro che colloca Lodi al sesto peggior posto nazionale, e Milano, con 66 superamenti e una media annua di 35 microgrammi metro cubo nella centralina di viale Marche, al secondo posto. Per il Pm 10 il primato nazionale 2025 è stato di Palermo, con gli 89 superamenti e la media annua di 42 microgrammi della centralina di via Belgio, una strada di scorrimento. Per rientrare nei parametri della Direttiva aria del’Unione Europea per il 2030, Lodi, stima Legambiente, dovrebbe diminuire del 32% le polveri nell’aria.
Per quanto riguarda il Pm 2,5, le polveri ultrafini, il valore nazionale più alto è quello di Monza, con una media annua di 25 microgrammi, Lodi è al 12esimo posto, con 17 microgrammi: entro il 2030 il valore di queste polveri, capaci di arrivare direttamente nel sangue, secondo la direttiva comunitaria dovrebbe scendere addirittura del 42%. Anche per quanto riguarda il biossido di azoto, la media annua di Lodi, 23 microgrammi al metro cubo, la colloca al quinto posto in regione e al 23esimo in Lombardia (per questo parametro invece Milano è al quarto posto nazionale con 32 microgrammi), la riduzione richiesta dall’Ue a Lodi sarebbe del 14%.
Riscaldamenti a legna e pellet, automobili ed emissioni di ammoniaca dall’agricoltura sono, per Legambiente, i principali fronti sui quali intervenire.
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