Ponte chiuso a Lodi, attese e proteste per il “tunnel”: «Qui ci vorrebbe un semaforo»
DISAGI La difficile convivenza con il cantiere Aipo per ciclisti e pedoni
Lettura 1 min.Due biciclette sono in fila, una dietro l’altra, sulla passerella che poi “corre” senza interruzioni verso il centro storico. Due uomini aspettano che il passaggio sia sgombro dal flusso di pedoni, intenso alle 11 del mattino. Ci sono mamme con i passeggini, anziane, uomini e donne dal passo svelto, probabilmente diretti verso commissioni e lavoro. «Ci vorrebbe un piccolo semaforo, così si regola un po’ il flusso» dice uno dei due. Un ciclista arriva diretto al passaggio, superando la “fila” dei due in sella in attesa, che chiacchierano, ovviamente di ponte e dintorni. «Ma questa è la luce di un semaforo?» chiede, indicando un riflettore cararinfrangente all’imbocco del tunnel provvisorio ciclo-pedonale,posizionato per tutelare pedoni e ciclisti da scavi e trivellazioni a poche centimetri dal passaggio. «No, no, vada pure» rispondono i due, mentre il ciclista imbocca il tunnel senza scendere dal mezzo, passando davanti al cartello “biciclette a mano”.
Tra turni per il passaggio e curiosità per i lavori in corso, la città convive con i cantieri Aipo per realizzare la nuova arcata sul ponte storico. E con la rivoluzione della viabilità e della mobilità ciclabile, generata dalla stop ai transiti a motore sulla carreggiata sospesa di via X Maggio. «È un caos, un vero caos» dice una signora di passaggio, con la sua bici, davanti ai microfoni de “Il Cittadino”. Meno tranchant Giuseppe, 76 anni, anche lui in sella alla sua due ruote, residente nell’Oltreadda. «Mi sposto in bici per forza - dice - altrimenti dovrei fare tutto il giro. Per il resto, ci adattiamo, altro non possiamo fare. L’importante è che davvero l’opera abbia un’utilità: sinceramente speravo che ci mettessero di meno». L’uomo che lo precede invece abita sull’altro fonte, lato centro storico. «Ci vorrebbe un semaforo davvero e poi il passaggio dovrebbe essere più largo». Nei giorni scorsi, grazie alle interlocuzioni tra Comune e impresa si è lavorato per rendere disponibile anche il primo tratto della carreggiata di via X Maggio, sul lato città, ai transiti ciclopedonali, realizzando rampe di collegamento tra i marciapiedi e la strada, così da evitare il ricorso alla strettoia della passerella. Chiuso il primo tratto, all’imbocco con il ponte, della ciclabile Altea Trini, che prosegue poi in direzione Boffalora, raggiungibile tramite la rampa realizzata nel parcheggio della Ferrabini.
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