Presa a martellate e bruciata viva, storia di una sopravvissuta

Violenza Barbara Bartolotti ospite all’oratorio di San Bernardo,a Lodi : «Dietro alle cose brutte ci deve essere una luce»

«Dietro alle cose più brutte c’è e ci deve essere sempre una luce. Che cosa aspettate per vivere bene la vita? Aspettate un male che vi stravolga l’esistenza e vi porti a concepirla diversamente? La soluzione agli eventi spiacevoli è davvero quella di piangersi addosso?», queste le parole finali di quello che, più di un discorso, è stata una lezione di vita che deve riguardare tutti e che ha deciso di condividere Barbara Bartolotti, sopravvissuta a un femminicidio.

Nella serata di sabato, a Lodi, don Luigi Avanti ha aperto le porte dell’oratorio di San Bernardo a un incontro volto a riflettere sul tema della violenza. Nel 2003 Barbara aveva 29 anni, un marito, due figli ed era in attesa del terzo bambino. Il 20 dicembre di quello stesso anno ha inizio il calvario: fu presa a martellate, accoltellata, cosparsa di benzina e bruciata viva da quello stesso collega apparentemente distinto, di buone maniere e di buona famiglia con cui era solita interfacciarsi sul lavoro. Si è finta morta per salvarsi, mentre il suo aggressore era convinto di aver portato a termine il suo obiettivo: “Non posso averti, meglio ucciderti”. Ha perso il bambino che portava in grembo e ha dovuto più volte scontrarsi con il dolore degli altri due figli causato dalla sua assenza il cui vero motivo, data la giovane età dei bambini, non veniva mai spiegato fino in fondo ma che era dovuto ai lunghi 6 mesi di ricovero e dai conseguenti controlli in ospedale e udienze in tribunale. Dopo aver lottato con unghie e denti, ha deciso di riprendere in mano la sua vita: nel 2007 viene al mondo Federica, una bambina la cui esistenza segna anche la sua rinascita.

Nel 2016 nasce anche “Libera di vivere”, l’associazione di Barbara attraverso cui vuole ascoltare e seguire, assieme ad avvocati e figure del settore, coloro che sono vittime di violenza. In prima fila ad ascoltare la testimonianza di Barbara c’era Manuela Minojetti, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Lodi, che ha ricordato l’impegno del Comune nel profilarsi ente capofila della rete antiviolenza. Al suo fianco Paola Metalla, presidente de “L’Orsa Minore”, associazione che gestisce il centro antiviolenza, che ha ribadito la funzione della struttura: «Quello che dirigo è un centro costituito da un’equipe di professioniste in grado di ascoltare, supportare e aiutare, nell’immediato, le vittime di violenza: è dunque grazie all’esistenza di realtà come la nostra che le donne non devono temere a fare il primo passo denunciando”.

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