Ragazzi senza biglietto, scoppia il caos sul bus da Sant’Angelo a Cerro al Lambro: passeggeri in “ostaggio”

Allarme sicurezza Intervento dei carabinieri tra urla, insulti e liti a bordo. Alla fine i pendolari costretti a scendere e salire su un altro bus

Sant’Angelo Lodigiano

I gruppo di ragazzini è sprovvisto di biglietto, i controllori li multano, ma uno di loro si rifiuta di dare le generalità. Cinquanta viaggiatori ostaggio sul bus Star Mobility da Sant’Angelo a San Donato delle 10,30:

il mezzo è rimasto fermo a Cerro al Lambro con le porte chiuse e tutti i viaggiatori a bordo in attesa dei carabinieri per oltre mezz’ora. Ma i viaggiatori regolari non hanno preso bene la decisione e si è scatenato il caos tra urla, insulti e liti. Alla fine, i pendolari sono stati fatti scendere e trasbordati su un altro bus diretto a San Donato. «Per una volta che il bus è arrivato, ci è toccato arrivare in ritardo lo stesso» racconta una viaggiatrice.

Il bus era in partenza alle 10,30 dall’ospedale di Sant’Angelo, proveniente da San Colombano, linea E061 già più volte al centro delle cronache per soppressioni e ritardi. Il gruppo di maranza è salito a Sant’Angelo, una mezza dozzina di giovani e giovanissimi, apparentemente di origine nordafricana, che si sono aggregati ad altri già presenti sul mezzo. Già a Sant’Angelo però c’erano due controllori che stavano eseguendo le verifiche sui titoli di viaggio. E almeno una dozzina di giovani ne erano sprovvisti e sono stati multati.

Il problema si è posto quando uno di questi, però, ha rifiutato di dare le proprie generalità. Le ripetute insistenze dei controllori non hanno prodotto alcun risultato, e il mezzo, arrivato nel frattempo a Cerro al Lambro, si è fermato. A quel punto c’è stata una prima sommossa degli altri viaggiatori, soprattutto di un gruppo di donne di origine sudamericana che doveva raggiungere il posto di lavoro a Milano. Ne sono scaturite urla e caos contro il ragazzino che si rifiutava di dare le generalità, che era spalleggiato con fare arrogante dagli altri giovanissimi. Dalle urla gli animi si sono scaldati fino a un vero e proprio litigio, per fortuna solo verbale, tra gli sguardi attoniti dei frequentatori non abituali.

Nel parapiglia, il giovane alla fine ha ceduto ma ha fornito ai controllori un codice fiscale inventato. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri, con il mezzo sempre fermo per strada e con le porte chiuse. In attesa dei militari, le porte sono rimaste chiuse per oltre mezzora, e gli animi si sono inevitabilmente scaldati, questa volta contro Star Mobility. «Ma possibile che questa sia l’unica modalità di controllo? Con i ragazzini che quelle multe non le pagheranno mai e tanta gente perbene ostaggio sul bus per più di mezzora? Perché i controlli non si fanno quando si sale sul bus?», si chiede una passeggera. Più d’uno ha minacciato di denunciare Star Mobility per sequestro di persona.

Alla fine, il bus ha aperto le porte quando è arrivato un secondo pullman, partito da Lodi e diretto a San Donato, che ha caricato tutti i regolari, mentre il ragazzo senza generalità con alcuni amici è rimasto mestamente sul primo bus in attesa dei carabinieri.

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