Rivoluzione rifiuti con più tecnologia e vetro porta a porta

LODI Molte le novità in vista

Si passa da sette zone e sedici calendari distinti a quattro aree omogenee con calendari uniformi, per garantire meno confusione nei cittadini e più efficienza. Addio alle campane stradali per il vetro, si passerà alla raccolta porta a porta, migliorando così anche il decoro urbano visto che spesso proprio le campane diventano punto di abbandoni. Tra le novità spiccano i sacchi personalizzati con codice univoco abbinato all’utenza per il secco residuo e la plastica. È una vera rivoluzione per l’igiene urbana a Lodi, quella che verrà presentata in commissione Ambiente giovedì con il progetto definito dal Comune e il supporto tecnico di Ars Ambiente, che farà da base per il bando di gara europeo in arrivo. Il punto di partenza è il dato sulla differenziata che, nel 2024, ha raggiunto il 71,7 per cento, con una produzione pro-capite di 428 kg/abitante/anno. L’obiettivo del nuovo modello è alzare l’asticella al 76,1 per cento, riducendo drasticamente il rifiuto indifferenziato. Il progetto rafforza anche il ruolo degli ispettori ambientali e si punta a frenare la piaga degli abbandoni anche potenziando il servizio di ritiro ingombranti, con evasione delle richieste entro 10 giorni. L’innovazione tecnologica sarà centrale: i mezzi di nuova immatricolazione saranno dotati di gps, che consentirà di monitorare percorsi e dati, accessibili al Comune in tempo reale, con report annuali sulle performance e la possibilità, per i cittadini, di consultare online i propri dati di conferimento. Il piano prevede anche l’estensione dell’Ecocar a tutto l’anno, con una maggiore varietà di rifiuti conferibili, la promozione del compostaggio domestico con fornitura di compostiere e relativi sgravi tariffari, e il servizio di triturazione del verde a domicilio su prenotazione. Sono previste attenzioni specifiche per i soggetti più fragili e per l’integrazione culturale, con materiali informativi multilingue e campagne dedicate a scuole e condomini. Il tutto, compreso il potenziamento dello spazzamento manuale e meccanizzato, le attività di diserbo, pulizia caditoie e gestione rifiuti abbandonati, con un costo di servizio in linea con l’attuale canone di circa 6 milioni di euro. «Il nuovo progetto - evidenzia l’assessore all’ambiente, Stefano Caserini - non è una semplice rinegoziazione del servizio esistente, ma un salto di qualità: più trasparenza, più tracciabilità, più partecipazione. Un sistema che non chiede ai cittadini un impegno maggiore, ma offre strumenti innovativi volti ad ottenere una città più ordinata e sostenibile».

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