«Sicurezza, nessuna ambiguità»

L’intervista L’onorevole Raimondo sui No Tav: «Attacco allo Stato. Parte della sinistra in passato ha giustificato»

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Lodi

Onorevole Raimondo, ha visto cosa è successo a Chiomonte al cantiere Tav? Siete preoccupati?

«Siamo preoccupati perché a Chiomonte non abbiamo visto una manifestazione, ma un attacco organizzato contro lo Stato. Chi aggredisce le forze dell’ordine con pietre, bombe carta e violenza non è un manifestante ma è un criminale, un terrorista. Bene hanno fatto Meloni e Piantedosi ad andare sul cantiere. Bisogna reagire con fermezza, senza arretrare di un passo».

Sembrava tutto organizzato e qualcuno parla di sottovalutazione del rischio. Lei che idea si è fatto?

«Non siamo davanti a episodi spontanei. C’è una strategia violenta che da anni accompagna una parte del movimento No Tav. Chi usa metodi terroristici per impedire la realizzazione di opere pubbliche strategiche deve essere perseguito con il massimo rigore. Per troppo tempo una parte della sinistra ha strizzato l’occhio a questi estremisti, arrivando spesso a giustificarli o a minimizzarne le azioni. È stato necessario persino l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché arrivassero condanne nette da parte di molti esponenti del centrosinistra. Su chi attacca lo Stato non possono esserci ambiguità».

Il sindaco di Milano e l’onorevole Guerini sono tra quanti, nel Pd, sostengono che il tema della sicurezza non vada lasciato alla destra. Sta cambiando qualcosa nell’immaginario collettivo?

«Dopo anni di negazionismo, anche a sinistra qualcuno si accorge che la sicurezza è un diritto. Il problema è che per troppo tempo hanno delegittimato le forze dell’ordine, minimizzato occupazioni, baby gang e violenze. Se oggi anche il Pd mette la sicurezza al centro è perché ha capito di essere rimasto isolato rispetto a quello che gli italiani chiedono da tempo. Noi, però, non ci siamo arrivati oggi è da sempre una nostra priorità».

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