SPINO D’ADDA Restituita alla collettività la tenuta confiscata al “re dei bar”
Sabato taglio del nastro del maxi terreno prima di proprietà di Luigi Spagnuolo, ex titolare dei locali del centro storico di Lodi
Spino d’Adda
Dalla confisca alla socialità, sabato nella Tenuta Liberata di Spino d’Adda si terrà la cerimonia di intitolazione per la nuova vita dei 40mila metri quadrati, sequestrati e poi confiscati per una maxi-evasione fiscale al re dei bar di Lodi, Luigi Spagnuolo, al culmine della sua attività una dozzina d’anni fa proprietario dei locali storici della piazza e del centro città. Accusato di aver creato una sessantina di false cooperative con lavoro irregolare, evasione fiscale e altri reati tributari, e di essersi procurato 600 milioni di euro di redditi nascosti, Spagnuolo fu poi condannato per reati tributari (con l’aggravante della pericolosità sociale) con beni sequestrati per 25 milioni di euro nel 2013 poi passati in confisca definitiva. Tra questi, i tre bar del centro di Lodi, uno yacht, ma anche un appezzamento di terreno agricolo in collina a San Colombano e la tenuta di Spino, 14mila metri quadrati, in cui si trovano una villa, diversi depositi, un’area fitness e wellness con palestra, sauna e solarium, una piscina da 25 metri, un campetto da calcio, e ancora stalle per cavalli, serre, terreno agricolo con percorsi e camminamenti fino a un laghetto con i cigni.
Nel novembre 2021 il Comune di Spino ha ottenuto gratuitamente dall’Agenzia per i Beni Confiscati i 40mila metri quadrati della tenuta, in parallelo alla procedura, la stessa, con cui il Comune di San Colombano ha avuto i 4 ettari di terreno collinare. «C’è stata la possibilità di riportare alla collettività questa tenuta, e l’abbiamo colta, ma non nascondo che ci vorrà molto impegno per renderla pienamente funzionale – dice il sindaco di Spino Enzo Galbiati -. Molti degli edifici erano abusivi, e solo per il loro corretto accatastamento prevediamo una spesa di 40-50mila euro. In attesa di tornare nella piena legalità e di poter assegnare questi spazi in modo definitivo, temporaneamente sono stati affidati all’associazione Una casa anche per te Onlus presieduta da don Massimo Mapelli, alla Cgil di Cremona e allo Spi Cgil di Cremona, che hanno cominciato a ripulirla, tenerla in ordine e riempirla di contenuti con attività sociali, sia con l’accoglienza per minori stranieri non accompagnati, sia con campi di volontariato ed educazione alla legalità rivolti anche alle scuole del territorio, di Crema e di Lodi».
In questo ambito la primavera e l’estate scorsa hanno lavorato nella “Tenuta Liberata” oltre 200 ragazzi, studenti e studentesse del Maffeo Vegio di Lodi, scout dell’Agesci, volontari dell’oratorio di Spino, della Caritas ambrosiana e di altre associazioni. Ora il progetto fa un passo in avanti ulteriore: domenica alle 10, nella tenuta, si terrà la cerimonia di intitolazione della “Tenuta terre e libertà”, questo il nome scelto, e di tutti gli 11 diversi edifici e luoghi, cui i ragazzi che animano questo esperimento di socialità e legalità hanno deciso di dare per ciascuno, dalla stalla al laghetto, il nome di una vittima innocente di mafia o capolarato. Per non dimenticare mai quale sia la parte giusta nella quale stare.
L’articolo a firma Andrea Bagatta in edicola sul «Cittadino» di oggi 14 settembre 2023
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