Truffa una coppia di 80enni a Lodi rubando soldi e oro, ma viene arrestato dalla Squadra mobile della questura

Il blitz L’uomo è in carcere dopo il processo per direttissima

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Si era fatto consegnare anche le fedi nuziali il 37enne truffatore arrestato giovedì dagli agenti della Squadra mobile della Polizia di Stato. L’uomo, già gravato da precedenti e ora in carcere dopo la celebrazione del processo per direttissima nella mattinata di oggi, venerdì 5 giugno, ieri aveva contattato una coppia di ultraottantenni residenti a Lodi intorno alle 13.30: per ottenere la fiducia delle vittime aveva raccontato come la vettura dell’anziano coniuge era stata utilizzata per compiere una rapina a Milano e che la carta d’identità era stata clonata. Unico modo per essere esclusi dal reato predatorio era quello di raccogliere tutti i beni in oro e il denaro contante e consegnarlo a un maresciallo dei carabinieri che da lì a poco sarebbe arrivato a casa dei due anziani per confrontare quanto presente nell’abitazione con quanto era stato rubato. Una richiesta che aveva sin da subito insospettito le vittime e anche la figlia della coppia: il malvivente però aveva pensato anche a un piano B e mettendo in atto la tecnica dello spoofing ha effettuato una telefonata sullo smartphone della stessa figlia facendo comparire il numero dei carabinieri di Lodi affermando che gli stessi stavano attendendo la donna in caserma. Rimasti in casa solo i due anziani il 37enne si è quindi presentato alla porta ritirando 900 euro in contanti e le fedi nuziali e altro oro per più di 160 grammi. I coniugi hanno capito però che qualcosa non andava e hanno contattato il 112 subito dopo che il 37enne aveva lasciato l’abitazione: gli agenti della Squadra mobile erano già sulle tracce del truffatore tanto da rintracciarlo nel giro di pochi minuti a Milano Rogoredo dove il malvivente stava per salire su un treno. Per cercare di non venire identificato si era cambiato gli abiti conservando però quanto sottratto agli anziani nel medesimo sacchetto di raso consegnatogli dalla donna. Arrestato e processato al Tribunale di Milano è stato quindi condotto in carcere.

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