Amatori, Bresciani è fiducioso:
«Squadra con potenzialità enormi»

HOCKEY PISTA L’allenatore del Lodi parla di mercato e della delusione dopo l’Europeo Under 17

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Dopo essere rientrato una settimana fa dal Portogallo e in attesa dell’inizio della preparazione a Lodi e dei prossimi raduni azzurri a Recoaro, Pierluigi Bresciani sta trascorrendo qualche giorno di riposo e di stacco tra il caldo e le spiagge di casa sua a Forte dei Marmi e una fuga in montagna alla ricerca di un po’ di frescura in un’estate di intenso lavoro tra club e Nazionale. E questi giorni di pausa sono l’occasione per parlare un po’ di tutto, dalla delusione per il quinto posto all’Europeo Under 17 alla voglia di rifarsi nei prossimi Mondiali Under 19 in Paraguay. Fino naturalmente alla soddisfazione per quanto fatto sul mercato e agli obiettivi importanti, in Italia e in Europa, da inseguire con il nuovo Amatori edizione 26/27.

Gigio partiamo dall’Europeo Under 17 chiuso con un deludente quinto posto dopo la sconfitta nei quarti contro la Svizzera. Cosa ti ha lasciato?

«Sicuramente un grande rammarico. Perché in pochi minuti abbiamo buttato via tutto il lavoro che avevamo fatto sino a quel momento e che secondo me era stato un lavoro importante. Quando esci con la Svizzera però non ci sono scuse. Con tutto il rispetto per gli elvetici, quella partita avremmo dovuto vincerla e basta, anche se fossimo arrivati in Portogallo la sera prima e anche subendo i quattro gol che abbiamo subito a inizio secondo tempo. E invece dopo un primo tempo dominato e chiuso sul 2-0, nel secondo preso il primo gol nei ragazzi è subentrata una paura eccessiva ed ingiustificata che ci è costata partita ed Europeo. È un problema di testa, lì siamo ancora troppo deboli e non siamo stati capaci di gestire i momenti difficili. Sono convinto che se la rigiochiamo altre 10 volte, 9 la vinciamo, ma ripeto non ci sono scuse. Mi dispiace tantissimo, soprattutto perché la squadra stava giocando bene. Contro il Portogallo abbiamo fatto una grandissima partita e anche contro la Spagna non abbiamo demeritato. Speravo di rifarmi in semifinale e invece è andata come è andata».

Subito dopo il ko con la Svizzera e poi a fine Europeo, sono arrivate puntuali una serie di critiche e polemiche contro il sistema hockey italiano, la Federazione ecc. Cosa ne pensi e qual’è secondo te il problema maggiore delle nostre nazionali?

«Il problema maggiore è che noi facciamo la scelta su 20 ragazzi, gli altri, soprattutto le due iberiche, la fanno su 50/100. È un problema di numeri e di quantità, non di qualità perché io resto convinto che anche noi abbiamo ragazzi interessanti sui quali lavorare. Dopodiché sicuramente ci sono cose da migliorare. A livello di pattinaggio per esempio ho visto che siamo un pochino indietro in quel fondamentale. Sul poco tempo per lavorare invece, è sicuramente un aspetto, ma nel caso dell’Under 17 non si poteva fare diversamente.

Questi ragazzi hanno finito le ultime gare il 25 giugno e il 20 luglio iniziava l’Europeo. Non c’era il tempo materiale. Ai miei tempi l’Europeo era a settembre, avevamo tre mesi per allenarci e prepararci bene, oggi è sempre a luglio ed è chiaro che tutto si riduce drasticamente. Sul resto, tutti i discorsi contro la Federazione, il numero dei dirigenti e staff che è venuto in Portogallo, non lo commento neanche perché sono polemiche inutili che si porta via il vento».

A inizio ottobre avrai un altro grandissimo appuntamento con la Nazionale, il Mondiale in Paraguay con l’Under 19. Dopo la delusione con la 17 senti più pressione o più carica per l’appuntamento iridato?

«Senza dubbio ancora più carica e tanta voglia di rifarmi, questo è sicuro. Andremo in Paraguay per arrivare il più in alto possibile, sapendo che un Mondiale è ancora più difficile e che partiremo con un girone durissimo. Ma penso di avere una squadra con ragazzi già più esperti che hanno quasi tutti fatto come minimo la serie A2 e che possono fare bene».

Dall’azzurro al giallorosso. Quanto sei soddisfatto del nuovo Amatori che avete costruito e cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

«Sono contentissimo della squadra che abbiamo fatto. La società ha fatto un lavoro straordinario e mi ha accontentato in tutto. Najera è stato un capolavoro del nostro ds Roberto Colciago, Ortiz è un giocatore che mi piace tantissimo e che per caratteristiche ci completa e sono molto felice anche del ritorno di Francesco Monticelli. È una squadra che ha potenzialità enormi, starà a noi tirarle fuori e se riusciremo a migliorare la finalizzazione, potremo fare il salto di qualità. Avremo un inizio di campionato bello tosto, in una settimana una trasferta lunghissima a Matera, due giorni dopo il Bassano in casa e tre giorni dopo andremo a Trissino. Iniziamo presto la preparazione anche per questo. Sappiamo che davanti abbiamo due squadre fortissime, ma penso che noi ci siamo avvicinati».

A proposito dell’inizio della nuova stagione. Sarà un inizio particolare, perché dopo le prime due settimane tu ed alcuni giocatori volerete in Paraguay per il Mondiale. Come la gestirete?

«Per un mese mancheremo io, Compagno e Antonioni per il Mondiale e non avremo ancora disponibile Giovanni Monticelli che proseguirà il recupero dopo l’operazione alla spalla. Sarà l’occasione per inserire qualche giovane che farà con noi la Skate Italia Trophy. In questo periodo la squadra sarà affidata a Riccardo Baffelli che da quest’anno ho voluto come mio vice: lo conosco bene e so che sarà un ottimo secondo. Con lui lavorerà Sario Fascini e insieme stiamo anche pianificando un lavoro da fare con la serie B, l’Under 19 e l’Under 17 per avere una linea comune in tutte queste squadre. Sarà un inizio particolare sì, ma conosco la professionalità dei ragazzi e so che si prepareranno al massimo e aiuteranno il “Baffo” per arrivare pronti all’inizio del campionato».

Chiudiamo con un commento sul recente sorteggio di WSE Cup. Quevert negli ottavi, eventualmente Sarzana o Biasca nei quarti: quanto ci puntate sulla coppa europea?

«La WSE sarà un obiettivo primario. È una bellissima competizione, una mini Champions con squadre blasonate e di grande livello. L’anno scorso il primo turno è stato presto, ai primi di novembre e noi ci siamo arrivati in un periodaccio. Quest’anno invece comincerà un mese dopo e c’è tutto il tempo per arrivarci più preparati.

Col Quevert non sarà semplice soprattutto in Francia, ma poi avremo il vantaggio di giocare il ritorno in casa. L’anno scorso hanno battuto il Calafell e sono usciti solo ai rigori. Hanno preso un giocatore importante come Cardoso, hanno Acevedo in porta e altri elementi interessanti, sono una buonissima squadra. Ma penso che noi abbiamo tutto per fare una grande coppa e cercare di arrivare in fondo».

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