Caso Fanfulla, la famiglia Tufo presenta ricorso in Cassazione
CALCIO - PROMOZIONE Intanto la tifoseria organizzata conferma il presidio di domenica contro la proprietà
Lettura 2 min.La famiglia Tufo tira dritto e presenta ricorso in Cassazione. La “telenovela” Fanfulla si arricchisce di un’altra, ennesima puntata che rischia di allungare ulteriormente i tempi della battaglia legale in corso. Si tratta di un ultimo tentativo dell’attuale proprietà per far valere le proprie ragioni e rimanere in sella al Guerriero, dopo che la sentenza della Corte d’Appello dello scorso aprile aveva dato ragione ai soci legati a Luigi Barbati. «Confermo – fa sapere Alberto Banfi, avvocato che cura gli interessi degli assistiti dell’area Barbati –. A questo punto dovremo presentare un contro-ricorso previsto dal Codice di procedura civile, ovviamente se gli associati intendono procedere. Ma non vedo altre possibilità. Finora abbiamo esercitato tutte le azioni per tornare alla guida societaria: di sicuro il ricorso in Cassazione non agevola un punto di contatto con i Tufo».
Decisamente più duro nei toni Gianmario Invernizzi, imprenditore che affianca Barbati: «Forse era meglio se Tufo avesse risparmiato i soldi del ricorso e li avesse utilizzati la scorsa stagione per il Fanfulla. Ma la battaglia continua, noi siamo fiduciosi: prima o poi ci dovranno dare le credenziali per operare, anche in relazione al bando per la gestione dello stadio (la scadenza per presentare le domande è fissata al 30 giugno, ndr). Noi sappiamo che torneremo al comando della società, anche nel caso non riuscissimo a concorrere al bando, perché c’è una clausola che prevede che l’impianto venga assegnato alla squadra principale della città. Siamo in attesa di una risposta della Federazione, che ci ha chiesto ulteriori documenti per approfondire la questione. Ma sono sicurissimo che il Fanfulla tornerà nelle mani di Barbati. Il commercialista di Tufo ci ha negato anche la visione della contabilità: non sappiamo nemmeno quanti debiti abbia il club, ma lo prenderemo comunque».
Intanto si attendono anche le mosse di Andrea Luce, patron del Sangiuliano City, che nei prossimi giorni potrebbe sciogliere le riserve sulla sua partecipazione al bando.
In un clima di profonda incertezza, i tifosi bianconeri hanno deciso di far sentire la propria voce. Domenica, giorno in cui ricorre il 118° anniversario del club, alle 18 si terrà un presidio davanti alla Dossenina per protestare contro l’attuale proprietà del Guerriero. La manifestazione è organizzata dai gruppi “Fanfulla supporters” e “A modo nostro!”. Non parteciperanno invece gli esponenti degli “Ultimi guerrieri”: «Date le richieste che ci arrivano da più parti – fanno sapere in un comunicato – comunichiamo che domenica 28/06 non prenderemo parte al “presidio di protesta”. Non abbiamo ovviamente nulla in contrario se altri gruppi si sentono di non voler rimanere con le mani in mano, ma riteniamo che l’iniziativa, in questo momento, a due giorni dalla scadenza del famoso bando di concessione della Dossenina, non abbia molto senso. Ci piace al contempo ricordare che, soprattutto nell’ultimo anno e molto spesso in solitaria, abbiamo più volte manifestato il nostro dissenso nei confronti della proprietà, in particolare non entrando alla Dossenina per tutto il girone d’andata, rimanendo dietro il muro della Curva Cavalli e presenziando fino alla fine del campionato, fino all’ultima trasferta in Barona da già retrocessi. Senza dimenticare le decine di striscioni srotolati, allo stadio e più volte in città. E su questo non abbiamo sicuramente cambiato idea! Avanti Guerriero! Tufo vattene».
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