Esclusivo «il Cittadino»/Lo storico marchio “AC Fanfulla 1874” è pronto a rinascere

Calcio Nel pieno della querelle tra Tufo e Barbati, Umberto Rossetti piazza la zampata, e acquista lo stemma

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Lodi

«Il marchio A.C. Fanfulla 1874 è tornato nella proprietà dei lodigiani. Ci tenevo molto». Parole pronunciate da Umberto Rossetti, il nuovo, legittimo, detentore del simbolo che ha fatto la storia del calcio bianconero.

È l’ex capitano e bandiera del Fanfulla a divulgare la clamorosa notizia. Non ci sarà nessuna asta, è lui a detenere il marchio. E bravo Umberto, lodigiano doc e fanfullino nel cuore. Mentre tutti guardavano alla luna, lui ha azzeccato la mossa di guardare il dito.

Fuori di metafora: mentre l’attenzione generale era rivolta alla lunga, e stucchevole, querelle sulla società ASD Fanfulla presieduta da Alessandro Tufo (non ancora conclusa, in attesa di notizie dalla Cassazione), Rossetti ha rivolto lo sguardo da un’altra parte. Al passato, per la precisione andando indietro di dieci anni nel tempo: «Qualche mese fa – racconta – mi sono chiesto in quale modo avrei potuto rendermi utile alla causa del club della nostra città».

Già un anno e mezzo fa ci aveva provato, affiancando per un breve periodo nella dirigenza in Serie D la famiglia Tufo. Presto era stato costretto a lasciare, travolto dalle difficoltà e dai problemi (ben esemplificati dalle due retrocessioni consecutive collezionate dall’attuale proprietà della società ASD). Pensa e ripensa, Rossetti ha trovato la strada giusta. Che portava diretta all’acquisizione dello storico logo: «Mi sono interessato per capire che fine avesse fatto il marchio A.C. Fanfulla 1874, quello legato alla società dalla sua nascita. Ho appurato che, a partire dal 5 aprile, era possibile per chiunque acquisirlo. E così ho fatto la pratica necessaria».

Quindi non ci sarà nessuna asta perché il simbolo è libero, dato che sono trascorsi dieci anni dal fallimento, dichiarato dal tribunale di Lodi appunto il 5 aprile 2016.

Rossetti ha scritto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Da Roma è arrivata la risposta positiva, dopo alcuni solleciti. Il passo successivo è stato l’incarico a un avvocato della Capitale di depositare il marchio all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi: «È stata un’acquisizione onerosa, ma non in maniera esagerata».

Una novità che scalderà il cuore ai tifosi e appassionati del Fanfulla, raffreddato dai risultati negativi sul campo e dall’allontanamento della squadra ASD, di Promozione, dal territorio e dal resto del mondo, visto il silenzio in cui ha scelto di chiudersi la dirigenza. Preparazione a Trezzano sul Naviglio, amichevoli precampionato misteriose, rinuncia al trofeo “Acerbi – Pisati”, gare ufficiali a Settala: questo il programma dell’ASD Fanfulla.

Chi spera in un futuro diverso, o anche in un ritorno al futuro (nel senso di rivedere i bianconeri di scena a Lodi) non può che auspicare che la mossa di Rossetti porti a un domani differente, normale. Magari proprio con il nome e il marchio A.C. Fanfulla 1874...

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