Fanfulla, il caos dopo la sentenza
«Ora stiamo vagliando i conti»

CALCIO L’ex vicepresidente Invernizzi: «Pronta una cordata d’imprenditori»

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Il tempo corre, il bando per gli impianti incombe e la partita sul futuro del Fanfulla resta sospesa tra prudenza e strategie alternative.

Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che ha restituito peso ai soci dell’area Barbati, la cordata legata all’imprenditore di Cavenago d’Adda prende posizione attraverso Gianmario Invernizzi, ex vicepresidente bianconero.

«Abbiamo assistito a un comportamento veramente scorretto del signor Tufo, che il giorno dopo la sentenza ha indetto l’assemblea dei soci – attacca Invernizzi -. Noi abbiamo già una cordata e siamo disposti anche ad abbinarci ad altre. Ho contattato io gli imprenditori, si riferiscono a me: in questo momento non faccio nomi, assicuro che si tratta di gente seria».

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Il nodo sta nei conti del club: «Vogliamo accertare la situazione debitoria del Fanfulla. Se i debiti sono pari a zero, ma purtroppo non penso sia così, siamo già pronti a entrare. Se invece sono parecchi, utilizzeremo altre strade: stiamo valutando tutte le alternative possibili».

La convocazione di una nuova assemblea dei soci resta lo snodo decisivo: «Se Barbati la indice, ha la maggioranza: la sentenza in Appello ha detto questo. Tornerebbe presidente, ma si caricherebbe anche di tutti i debiti. Per questo, prima decidere quando e se farla, vogliamo vedere le carte. I commercialisti sono al lavoro».

Il tempo però stringe: a breve, questione di giorni, verrà pubblicato il bando per la gestione dello stadio della “Dossenina” e del campo “Sala” alla Faustina, indispensabili per le attività del Guerriero. «Uno dei nostri punti fermi è quello di ricreare un settore giovanile all’altezza del blasone del Fanfulla – continua Invernizzi -. Stiamo cercando di collaborare con una società che curi il vivaio del club». Dietro le valutazioni, economiche e sportive, c’è anche una motivazione di “cuore”: «Noi lo facciamo solo per amore del Fanfulla. Non vogliamo fare salti nel buio, siamo imprenditori seri. Ci muoviamo coi piedi di piombo».

Nel caso di convocazione di una nuova assemblea, Tufo potrebbe rimanere come socio: «Ma di lui non mi fido – chiude Invernizzi -: ha dimostrato incapacità calcistiche, come dimostrano le due retrocessioni consecutive, e amministrative. Non gli consiglio di restare. Mi auguro abbia il buon gusto di andarsene».

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