Il Mondiale amarissimo di Antonioni e Compagno: «Ci serva da lezione»
HOCKEY I due azzurri dell’Amatori ammettono la disfatta ma «i ko con Portogallo e Argentina sono bugiardi»
Lettura 2 min.Tra poche ore i due nazionali dell’Amatori Morgan Antonioni e Checco Compagno rientreranno in Italia dopo l’avventura al Mondiale paraguaiano terminata con un misero settimo posto che si sta già portando dietro un’inevitabile pioggia di critiche e processi. E come è normale che sia, la delusione non può che essere tanta e la si percepisce benissimo anche dalle parole dei due giallorossi. «Chiaramente c’è tanto rammarico, dobbiamo prenderlo come bagaglio di esperienza che ci deve servire per crescere come uomini e maturare sotto tanti punti di vista. Penso che ognuno di noi si debba fare un esame di coscienza e pensare alle proprie prestazioni, così come devono fare un po’ tutti e che questo ci serva da lezione per le prossime competizioni», ha esordito Compagno che nella disastrosa spedizione azzurra è stato quasi sempre tra i migliori, certamente tra i più propositivi e capocannoniere (insieme a Gavioli) con 5 gol in 6 partite. «Siamo partiti con delle buone sensazioni e con un obiettivo preciso che era quello di cercare di confermare gli ultimi risultati e proseguire su quel percorso - ha continuato il campione vicentino dell’Amatori -. Secondo me le prestazioni con la Spagna, parzialmente con il Portogallo e anche con l’Argentina, perché il 4-1 sembra netto ma è maturato per due episodi in pochi secondi che hanno spaccato la partita, ci sono anche state. Ci è mancata un po’ di concretezza, ma sul piano delle prestazioni non abbiamo fatto così male. Dopodiché la delusione per la partita con l’Argentina è stata talmente grossa che poi mentalmente con il Cile non c’eravamo e abbiamo portato in campo tutto il nervoso e la delusione finendo per fare una figuraccia e perdendo anche contro un avversario molto più abbordabile».
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