La festa della lodigiana Angelica Montaperto per lo scudetto con la maglia del Milan

CALCIO FEMMINILE La promessa della Primavera rossonera vince le “final four” degli spareggi nazionali battendo il Sassuolo

Angelica di nome, e di fatto: Montaperto manda il “Diavolo” in paradiso. È la favola vissuta dalla promettente calciatrice lodigiana, classe 2008, tra le eroine del secondo scudetto conquistato dalla Primavera femminile del Milan, grazie al trionfo nella “final four” degli spareggi per il titolo. Le giovani rossonere dell’Under 19 si sono laureate campionesse d’Italia lunedì 11 maggio (data che richiama inevitabilmente dolci ricordi amarcord ai tifosi milanisti...) battendo il Sassuolo a domicilio, davanti al pubblico delle grandi occasioni dello stadio “Enzo Ricci”, con oltre mille spettatori in tribuna. Una finale scudetto epica, riedizione della sfida tricolore del 2024, conclusa ancora una volta con l’hurrà delle meneghine. Il Milan è andato avanti due volte, venendo però sempre ripreso dalle emiliane, capaci di acciuffare il 2-2 in pieno recupero. Una mazzata psicologica che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della partita. Nei supplementari, infatti, il Sassuolo è arrivato a sfiorare il clamoroso ribaltone, ma le rossonere hanno saputo resistere, trascinando la contesa fino alla lotteria dei calci di rigore. Ed è proprio lì che entra definitivamente in scena Angelica Montaperto. Subentrata nel corso della ripresa e rivelatasi una preziosa pedina tattica per duttilità e sacrificio, la trequartista lodigiana ha trasformato con freddezza glaciale il penalty che ha regalato al Milan il vantaggio nella serie dal dischetto, indirizzando concretamente le sorti della sfida risolutiva dagli undici metri. La vittoria ha indubbiamente il sapore della rivincita personale dopo la delusione vissuta la scorsa estate, quando perse la finale scudetto Under 17 contro la Roma. Un successo dal significato ancora più profondo perché condiviso con molte delle compagne di sempre, componenti di quel gruppo storico che appena tre anni fa conquistava lo scudetto Under 15 in una memorabile stracittadina contro l’Inter. Balzata agli onori della stampa come la “Baby Ibra” - per stazza fuori scala e qualità tecniche sopraffine - Montaperto è da tempo considerata uno dei profili più interessanti della sua generazione. Iniziata al pallone dai fratelli Gabriel e Alex, mosse i primi passi sui campetti di casa, tra Fanfulla e Nuova Lodi. Poi l’approdo al Milan in età scolare e una trafila fin qui alquanto esaltante. Il percorso della lodigiana, astro nascente del calcio in rosa, l’ha portata anche nel giro delle Nazionali giovanili azzurre, dove figura stabilmente tra le calciatrici di maggiore prospettiva del panorama italiano. Il Milan se la gode e, mentre la Prima squadra maschile, fra contestazioni e penuria di risultati, non se la passa troppo bene (per usare un eufemismo) ci pensa lei a regalare una gioia ai tifosi rossoneri.

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