Sangiuliano, il “piano” Lodi del presidente Andrea Luce
CALCIO La guida del club sudmilanese: «Ho il mio asso nella manica. Sono pronto a ogni evenienza»
Lettura 2 min.Andrea Luce esce allo scoperto. Senza troppi proclami e senza svelare quelle che lui stesso definisce le proprie «armi segrete». Ma per la prima volta il presidente del Sangiuliano City, ex direttore generale del Fanfulla, accetta di parlare apertamente delle suggestioni che da settimane alimentano il dibattito calcistico lodigiano. Il suo nome continua infatti a essere accostato con crescente insistenza al bando per la concessione della Dossenina e agli scenari che potrebbero delinearsi attorno al futuro del calcio cittadino. Non a caso, l’altro ieri, lunedì 8 giugno, il numero uno gialloverde è stato avvistato in Broletto e, secondo quanto filtra, avrebbe recentemente avuto un confronto anche con l’assessore allo Sport Francesco Milanesi. Nessuna conferma ufficiale sui contenuti dell’incontro, ma un ulteriore indizio di come attorno alla vicenda siano in corso grandi manovre. Se sul progetto Luce preferisce mantenere il massimo riserbo, non rinuncia però a chiarire la propria posizione. «Visto che qualcuno vorrebbe una conferenza stampa per spiegare il progetto e tutto il resto, rispondo molto semplicemente: io le chiacchiere non le faccio. In questo momento si parla troppo. Prima bisogna capire bene le situazioni e verificare se esistono davvero le condizioni per fare le cose. Altrimenti si rischia soltanto di esporsi inutilmente». Una prudenza che trova spiegazione anche nella partita ancora aperta per l’assegnazione della Dossenina. La proroga dei termini al 30 giugno ha infatti allungato i tempi e reso inevitabile attendere l’esito della procedura prima di qualsiasi passo successivo. «In questo momento c’è qualcuno che sta pensando seriamente di fare qualcosa di importante e di doveroso per la città e per i tifosi. Però prima bisogna capire se ci sono le condizioni per poterlo realizzare». In ogni caso, il legame tra Luce e la piazza bianconera appare oggi più vivo che mai. «La cosa che più mi fa piacere è l’affetto che continuo a ricevere. Nel calcio l’unica cosa che può tornarti indietro davvero è la riconoscenza dei tifosi e di chi ha visto che si poteva costruire qualcosa di importante. Questo è uno sprone enorme per chi investe tempo, energie e sacrifici». Ed è proprio il rapporto con la città a rappresentare uno degli elementi centrali delle riflessioni in corso. «La cosa più preziosa per un presidente e per una società è il sostegno dei tifosi, ma anche quello della città. Da entrambe le parti ho percepito segnali molto positivi. Da parte dei tifosi c’è un orgoglio immenso e queste sono soddisfazioni che fanno piacere a chi si impegna quotidianamente per questo sport».
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