Caso Rogoredo: «Servono fermezza e anche opportunità di cura per chi continua a drogarsi»

INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA VICESINDACO DI MILANO ANNA SCAVUZZO

«La rigenerazione di Rogoredo chiede collaborazione e concretezza: con un’azione repressiva laddove necessario, mediante l’intervento della Procura, oltreché delle forze dell’ordine, ma anche con un approccio sociosanitario, per recuperare quei ragazzi e quelle ragazze che è possibile ricondurre a un perimetro di cura dalla tossicodipendenza, oltre che la definizione di un significativo recupero territoriale». La vicesindaco del Comune di Milano con delega alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo, in un’intervista rilasciata a «il Cittadino», mostra l’intenzione dell’esecutivo di Giuseppe Sala di disegnare la riqualificazione della frangia di territorio che oggi è terra di spaccio e di forte tensione sociale. L’obiettivo, annuncia, è di pianificare il recupero del difficile spazio di confine tra Milano e San Donato Milanese con una visione di insieme. Al tempo stesso, l’esponente di Palazzo Marino guarda alle strategie orientate sulla grande città e sull’area del Sudmilano con una prospettiva metropolitana che supera le singole competenze territoriali. Come pensa di affrontare in modo concreto il pesante degrado della parte di Rogoredo che arriva fino al capolinea della M3 di San Donato e alla stazione ferroviaria che si trova nelle vicinanze dei Palazzi Eni? «Un vero e proprio progetto di recupero ha bisogno di essere definito: credo sia una priorità che non può e non deve essere decisa in una stanza, in solitaria. Serve un percorso che coinvolga le diverse anime - istituzionali e territoriali - che potranno contribuire a una concreta trasformazione urbanistica. Occorre prima di tutto capire cosa immaginiamo per quest’area, e poi ragionare insieme a tutti quei soggetti che possono concorrere a realizzare le opere e le attività. Sarà necessaria una forte sinergia tra il livello amministrativo e il tessuto associativo, in un contesto di impegno civico che permetta di realizzare una riqualificazione non solamente come intervento tecnico, ma coinvolgendo persone e realtà associative».

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