Dramma della droga a Rogoredo, il poliziotto indagato per omicidio volontario: «Ho avuto paura. Mi ha puntato l’arma contro e ho sparato per difendermi»
SAN DONATO La vittima si sarebbe diretta verso gli agenti con in mano un oggetto scuro, una pistola, senza fermarsi all’alt delle forza dell’ordine
È indagato per omicidio volontario l’assistente scelto del commissariato Mecenate, che lunedì ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri, 28 anni, uno dei volti noti del bosco della droga al confine tra Rogoredo e San Donato. Davanti al pm Giovanni Tarzia, l’agente che ha sparato - assistito dall’avvocato Pietro Porciani - è stato interrogato come indagato. «Ho avuto paura. Mi ha puntato l’arma contro e ho sparato per difendermi», sono state le sue parole. Una reazione istantanea: ha mirato «alla sagoma», in una situazione percepita come di pericolo imminente. Altri cinque agenti hanno confermato la sua versione. L’unico testimone esterno, l’uomo che stavano arrestando, ha detto di non aver visto nulla. Non c’erano bodycam a registrare l’azione. I due agenti erano in borghese. Saranno le perizie, insieme alle testimonianze, a ricostruire traiettoria, distanza, tempi. Centimetro dopo centimetro, per stabilire se quel colpo rientri nella legittima difesa o se, invece, la paura abbia oltrepassato il limite penale.
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