«Io sono un poliziotto corretto»: le scuse di Cinturrino dopo l’omicidio a Rogoredo
SPACCIO Incidente probatorio a Milano, la difesa dell’agente dubita dei suoi accusatori
«Sono un poliziotto corretto». E insieme «dispiaciuto per la fine di quel ragazzo e per la mia». Sono le dichiarazioni spontanee rese da Carmelo Cinturrino, assistente capo di Carpiano, che il 26 gennaio ha ucciso Abdelrahim Mansouri nel bosco della droga tra San Donato e Rogoredo durante i controlli affidati al suo Commissariato Mecenate. Al gip Domenico Santoro ha scandito una carriera, dice, impreziosita da encomi e attività condotte «sempre con verbali», senza violenze gratuite né appropriazioni indebite. La forza - sostiene - sarebbe stata usata solo nei casi di resistenza, mai fuori dal perimetro delle procedure.
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