Primi camion alla Peviani: l’ortofrutta è operativa

CERRO Ultimato l’intervento a Riozzo, per un investimento di 14,7 milioni di euro

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Arrivano i primi movimenti dei mezzi pesanti. Al via a Riozzo l’attività dell’ortofrutta targata Peviani. L’intervento ha visto la luce in fondo a via dell’Artigianato nell’area produttiva della frazione cerrese. Come confermato dall’azienda, in questi giorni sono stati segnalati i primi movimenti dei mezzi pesanti in entrata e in uscita dal capannone grande 7.500 metri quadrati. La conclusione dei lavori era del resto attesa per la seconda metà del 2026.

Come chiarito a più riprese dagli amministratori di Cerro, nello stabilimento di Riozzo si concluderà la filiera produttiva di frutta e verdura. Sarà il caso dei processi di maturazione a temperatura controllata, come pure della movimentazione delle celle frigorifere. Una volta confezionati, i prodotti alimentari verranno portati nei centri della grande distribuzione. Nell’area artigianale del paese sono previsti anche gli uffici amministrativi della Peviani, che si insedieranno nei prossimi mesi. Arrivata alla quarta generazione, l’azienda è stata fondata nel 1920 da Gino Peviani, figlio di imprenditori agricoli attivi nel Lodigiano. Anche il parcheggio riservato ai dipendenti è ormai completato. Secondo quanto si legge nel sito dell’azienda, l’investimento ammonta a 14,7 milioni di euro.

Già l’anno scorso si erano conclusi gli interventi viabilistici connessi all’operazione. A cominciare dalla rotonda in fondo a via dell’Artigianato con la strada di collegamento alla nuova ortofrutta. Tutto questo per assicurare una corretta circolazione nell’area dello stabilimento. L’intervento ha poi portato con sé una serie di lavori nelle aree pubbliche attorno al capannone produttivo. Sempre secondo il progetto iniziale, l’operazione contempla l’incremento delle essenze arboree. Dell’area di 12mila metri quadrati ceduta al Comune, la metà sarà interessata da interventi boschivi. La fascia di alberi a ridosso dell’A1 mitigherà l’impatto derivante dal polo industriale. In tutto dovrebbero essere nell’ordine della cinquantina gli occupati. All’interno della convenzione con il Comune di Cerro è stata inserita un’apposita clausola sociale. A parità di curriculum sarebbero stati privilegiati i cerresi nel caso si fossero rese necessarie nuove assunzioni.

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