San Donato, si incrina la versione dei poliziotti sulla morte dello spacciatore

BOSCHETTO DELLA DROGA Si sospetta che la scena dello sparo sia stata alterata e che i soccorsi siano stati chiamati in ritardo

Ventitré minuti di buio, una pistola a salve comparsa accanto al corpo, versioni che si incrinano. È su questo crinale che l’inchiesta sulla morte di Abderrahim Mansouri segna una svolta. La Procura di Milano sospetta che la scena dello sparo del 26 gennaio, nel verde tra via Impastato e il capolinea della M3 di San Donato Milanese, sia stata alterata. E che la richiesta di soccorso sia partita con un ritardo inspiegabile. Sono quasi le 17.30 quando il ventottenne marocchino, Abderrahim Mansouri, riceve una telefonata: «Scappa, c’è la polizia». I tabulati fissano quell’istante.

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