SAN DONATO Tagli allo smart working, la protesta alla Metro

Un altro sciopero Sono stati coinvolti nel presidio 150 lavoratori della catena commerciale di prodotti all’ingrosso

Ancora uno sciopero mercoledì pomeriggio per gli impiegati della Metro Italia a San Donato, che sono tornati a contestare la drastica riduzione dello smart working. È stato questo il filo conduttore della protesta promossa da 150 impiegati della catena occupata nella vendita di prodotti all’ingrosso, che dalle 14 alle 15.30 hanno organizzato un presidio con tanto di manifestazione davanti alla sede centrale di San Donato. «La protesta continuerà sino a quando i vertici aziendali non apriranno al confronto - hanno sottolineato i membri della Rsu aziendale Stefano Caggiano, Cristina Tonali e Mauro Bertuzzi -. La ragione è legata alla decisione di ridurre drasticamente lo smart working per quanti lavorano negli uffici amministrativi della sede centrale di San Donato, che vede la presenza complessiva di circa 400 occupati». Se su quattro settimane lavoravano 10 giorni in smart e altrettanti in azienda, adesso i vertici della Metro hanno ampliato a 16 i giorni in cui gli impiegati devono presentarsi nella sede centrale di San Donato. «Tutto questo può essere corretto dal punto di vista normativo, ma è stata una scelta unilaterale senza alcun tipo di confronto o condivisione con le organizzazioni sindacali - hanno rimarcato i membri della Rsu -. Dopo il primo sciopero dei mesi scorsi, abbiamo raccolto 300 firme contro la riduzione dello smart working, che non va certo nella direzione di migliorare le condizioni di lavoro degli impiegati. Arrivando da Mantova, Parma e Vigevano, alcuni di loro devono sorbirsi diverse ore di viaggio per raggiungere San Donato il mattino e fare ritorno a casa la sera». Nonostante la petizione corredata da centinaia di adesioni, «i vertici della Metro non hanno voluto ascoltare le nostre ragioni - hanno ribadito Caggiano, Tonali e Bertuzzi -. Ecco perché abbiamo scioperato proprio nel giorno in cui si tiene un importante meeting del management, al quale rinnoviamo l’appello affinchè si trovino finalmente soluzioni condivise nell’interesse dei lavoratori. Solo allora cesserà lo stato di agitazione, che prevede anche il blocco degli straordinari».

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