Sicurezza, la Paullese “maglia nera”, quasi 500 incidenti gravi in 15 anni
STRADE PERICOLOSE I dati Istat confrontati con le statistiche di Città metropolitana
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Se si chiede quale sia la strada più pericolosa dei 14 comuni del Sudmilano, la risposta sta in un numero: 497. Sono gli incidenti con lesioni gravi o gravissime registrati dal 2010 al 2024 sulla ex strada statale 415 Paullese, nel tratto che attraversa l’area: 8 morti e 821 feriti. È la prima strada provinciale dell’area per incidenti e per vittime, davanti alla 39 della Cerca (169 incidenti, 6 morti) e alla 40 Binasco-Melegnano (291 incidenti, 5 morti).
Da San Donato Milanese a Vizzolo, nei 14 comuni del Sudmilano sono stati registrati 6.996 incidenti gravi, 91 morti, 10.104 feriti in 15 anni. I numeri arrivano dalla rilevazione Istat sull’incidentalità stradale, pubblicati da Regione Lombardia, confrontati con le statistiche raccolte da Città metropolitana. Da “bollino rosso”, davanti alla Paullese, c’è solo l’autostrada A1 (833 incidenti, 18 morti) e le strade urbane dei centri abitati (1.753 incidenti, 12 morti), che sono un aggregato di tante sedi diverse. Seguono la Via Emilia con 545 incidenti, la Tangenziale Ovest con 332 e poi le provinciali dell’area: la Cerca, la Binasco-Melegnano, la 159 Dresano-Bettola (137 incidenti), la 164 Locate-San Giuliano (108 incidenti, 5 morti). Sono le strade che attraversano i paesi: la Paullese si allunga da San Donato a Paullo per sfociare in territorio Lodigiano e proseguire in quello cremasco; la Binasco-Melegnano passa per l’asse melegnanese, dove i rilevatori della Città metropolitana sono dodici, in fila come un pettine; la 302 del Fiume Lambro attraversa San Zenone, Cerro e Melegnano. Sui tratti dove il traffico è più pesante sono stati installati i rilevatori di velocità: sulla Paullese tra i km 4 e 8 (a Peschiera, Mediglia e Pantigliate), sulla Binasco-Melegnano i dieci punti in fila a Carpiano. Paullo, Tribiano e San Zenone, attraversati dalle stesse strade, non ne hanno nessuno.
Il quadro delle cause è quello che ricalca il dato nazionale: distrazione, precedenza, distanza di sicurezza. Ma sui dati di alcol e droga la statistica pubblica tace: il dettaglio per «stato psico-fisico alterato del conducente» non viene pubblicato dal 2009, e il dato sui positivi è quello ospedaliero, da richiedere agli ospedali del territorio.
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