Sos per l’ex scuola media abbandonata a Paullo
VIA MANZONI Il consigliere Broglia torna sul tema in consiglio, il sindaco ha incontrato la proprietà ed è in attesa di una risposta: o iniziano i lavori di edificazione, oppure demoliscono o mettono in sicurezza l’area
Paullo
Finestre rotte, porte puntualmente sfondate a creare le sembianze di un rudere, dove l’erba cresce selvaggia e trovano rifugio insetti e topi a due passi dal centro della città. Oggi l’ex scuola di via Manzoni è un edificio abbandonato, meta di intrusioni di gruppi di ragazzini, a rischio della propria incolumità, e incubo per i residenti costretti a vivere in un contesto di degrado. La soluzione? L’abbattimento della struttura richiesta entro l’anno dall’amministrazione comunale, o l’inizio a breve termine dei lavori previsti per la realizzazione dell’edificio gemello del quartiere Habitaria, attesi ormai da 10 anni. La risposta dovrebbe giungere già in estate.
Intanto in consiglio comunale, il consigliere Giancarlo Broglia, capogruppo dell’opposizione per la lista “Paullo Nuova”, ha riportato ancora una volta al centro del dibattito quella che ha definito «una ferita urbana»: l’ex scuola media di via Manzoni. Lo ha fatto con il tono appassionato e stanco di chi ha percorso troppe volte lo stesso sentiero, trovando sempre le stesse erbacce. «L’area, oggi in condizioni di evidente degrado, è rimasta immobile per oltre dieci anni – ha detto Broglia -: simbolo dell’istruzione nel passato, oggi è diventata un monumento all’abbandono».
I lavori, legati al piano integrato d’intervento (Pii) che coinvolge via Milano e via Manzoni, non avanzano, nonostante un permesso di costruire rilasciato nel 2023 alla società Ducale. E ora, secondo Broglia e i residenti: l’edificio abbandonato è «pericoloso» e «visivamente offensivo» per la città. Il consigliere, tra protocolli e accessi agli atti, ha denunciato la difficoltà — anche documentale — nel seguire una vicenda che si snoda tra proroghe legislative e convenzioni urbanistiche modificate più volte. L’ultimo “atto integrativo”, ricevuto solo a marzo, risulterebbe privo di data, timbro e persino certezza giuridica. Dal fronte della maggioranza, il sindaco Luigi Gianolli ha confermato tutte le difficoltà di una situazione che «non è più sostenibile». Ha raccontato i tentativi di interlocuzione con la proprietà e delle premesse di una svolta, forse in estate, quando si prenderà una decisione. «Demolire, o almeno mettere in sicurezza», ha detto quasi come ultimatum imposto ai proprietari. Intanto, però, il degrado resta lì, come un tempo fermo: visibile, scomodo, ma apparentemente inamovibile.
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