Sul poliziotto che sparò a Rogoredo gravano quaranta ipotesi di reato

SPACCIO Cinturrino non cambia linea: «Ho avuto paura e ho reagito»

Omicidio volontario aggravato, violenze, minacce, arresti illegali, estorsioni: c’è un elenco che supera le quaranta ipotesi di reato nell’inchiesta della Procura di Milano sull’assistente capo Carmelo Cinturrino di Carpiano, al centro dell’inchiesta sulla morte del 28enne Mansouri Abderrahim, ucciso il 26 gennaio con un colpo alla testa nel bosco tra Rogoredo e San Donato. Nel verbale dell’incidente probatorio dell’11 aprile, l’agente affida la propria versione a poche frasi, ripetute e lineari. «Ho avuto paura, ho sparato», dice al gip. E ancora: «Ho tirato fuori la pistola, ho armato, ma senza mirare: ho sparato istintivamente». Una ricostruzione che punta a collocare lo sparo in una reazione, non in un gesto deliberato. «Nulla di personale, era lavoro», aggiunge, provando a separare l’episodio da qualsiasi movente individuale. Ma per i pm, quel colpo non sarebbe il frutto di un attimo, bensì un’azione volontaria, in un contesto più ampio di condotte contestate.

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