Premi Nobel: «Dall’americano Al Gore a Wangari Maathai, ricordiamo chi si è battuto per l’ambiente»

LETTERA L’opinione di Angelo Guerci

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Signor Direttore, da qualsiasi parte si vada, si notano a macchia di leopardo sorgere “alberi di 30 piani”, sia dove prima c’erano solo alberi, sia in zone precedentemente edificate e successivamente demolite.

Davanti a questa distruzione dell’ambiente naturale, in questi giorni di assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista internazionale Navi Pillay, che sempre denunciò i crimini di guerra e contro l’umanità, è doveroso che rimangano nella memoria collettiva anche i nomi dei Premi Nobel di Al Gore nel 2007 e di Wangari Maathai nel 2004, che si batterono per la conservazione dell’ambiente e per un sviluppo sostenibile.

L’ex vicepresidente americano si ricorda, oltre che per lo studio sul cambiamento climatico, anche per il suo documentario presentato a Cannes, in cui analizza il riscaldamento globale con le sue catastrofiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

L’ecologista Wangari è nota per le sue battaglie contro la deforestazione, fondatrice di associazioni ambientaliste con lo scopo di piantare alberi per diminuire l’inquinamento, migliorando così la qualità di vita. Da loro ci viene il chiaro insegnamento che servono scelte coraggiose per non più rincorrere gli eventi atmosferici, ma prevenirli.

Angelo Guerci

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