Prima campanella: non dobbiamo «lasciare indietro nessuno»

IL COMMENTO «Una scuola inclusiva non è quella che chiede a tutti di percorrere la stessa strada. È quella che mette ciascuno nelle condizioni di trovare la propria»

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Lodi

Con l’inizio, ormai prossimo, di un nuovo anno scolastico vorrei rivolgere un augurio sincero a tutte le studentesse e a tutti gli studenti del Lodigiano, alle loro famiglie, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. La scuola torna a riempirsi di voci, di aspettative, di progetti e anche, inevitabilmente, di qualche preoccupazione. È un momento importante per tutta la nostra comunità, perché dentro le aule e nei laboratori delle nostre scuole superiori si costruisce una parte decisiva del futuro del nostro territorio.

Come vicepresidente della Provincia di Lodi e consigliera delegata all’Istruzione sento, in questo momento, anche la responsabilità di ricordare quanto la nostra piccola Provincia abbia investito in questi anni e stia investendo proprio sulle scuole superiori, che sono di sua competenza. Parliamo di un piano di interventi senza precedenti per dimensione e capillarità: circa 60 milioni di euro di investimenti, in larga parte legati alle risorse del PNRR,che hanno consentito di avviare, concludere o portare alla fase finale interventi che cambieranno concretamente il volto di molti dei nostri istituti.

Si tratta innanzitutto di sicurezza. In questi anni abbiamo lavorato su numerosi interventi di consolidamento statico e di messa in sicurezza degli edifici scolastici, perché non può esserci una buona scuola se prima non garantiamo ambienti sicuri e adeguati. Ma si tratta anche di qualità degli spazi, di efficienza energetica, di sostenibilità e di capacità di offrire agli studenti luoghi moderni nei quali studiare, incontrarsi, fare laboratorio e praticare sport, aprirsi al territorio e diventarne parte integrante

Avremo un nuovo edificio scolastico destinato a ospitare l’Istituto Einaudi, un investimento importante non soltanto dal punto di vista edilizio, ma anche per l’identità e le prospettive della scuola. Sono in corso o sono stati realizzati interventi di riqualificazione e ristrutturazione in diversi istituti, dal Calamandrei , all’Ambrosoli, all’istituto Tosi di Codogno, anche con nuovi impianti e spazi sportivi che interessano realtà come Villa Igea, il Pandini di Sant’Angelo e il Liceo Novello. Anche il Liceo Gandini e la annessa sezione staccata del’Istituto Bassi saranno interessati da un significativo intervento di efficientamento energetico, grazie a un bando regionale.

L’elenco potrebbe essere ancora più lungo e dettagliato , ma ciò che conta è il significato complessivo di questo lavoro: la maggior parte delle scuole superiori del Lodigiano è stata interessata da interventi strutturali, di messa in sicurezza, riqualificazione o miglioramento. È un investimento che va ben oltre i muri, gli impianti e le strutture. Investire nelle scuole significa investire nelle persone e, soprattutto, nella possibilità che il nostro territorio abbia un futuro.

Naturalmente, però, una scuola non è fatta soltanto di edifici. Gli spazi sono importanti, ma al centro devono rimanere gli studenti, i loro talenti, le loro difficoltà, i loro sogni e le loro possibilità.

Per questo guardiamo con attenzione anche alle trasformazioni che stanno interessando l’istruzione tecnica e professionale. La riforma dei percorsi tecnici, il modello del 4+2,lo sviluppo degli ITS, il rapporto sempre più stretto tra scuola, formazione e mondo del lavoro rappresentano una sfida che può offrire nuove opportunità ai nostri ragazzi e alle nostre imprese. Ma proprio per questo è necessario che le regole siano chiare, che le scuole siano messe nelle condizioni di programmare e che il territorio venga coinvolto. I ritardi e le incertezze nella definizione del nuovo quadro, che stanno accompagnando questa riforma degli istituti tecnici , non aiutano chi, nelle scuole, deve trasformare le riforme in percorsi concreti,e stanno creando disorientamento e difficoltà.

Il punto, però, deve essere uno solo: la scuola non può lasciare indietro nessuno.

Il Lodigiano, come molti altri territori, deve continuare a interrogarsi sui numeri della dispersione scolastica e sulla presenza ancora significativa di giovani che non studiano e non lavorano. Dietro la parola Neet ci sono ragazze e ragazzi, spesso con storie, fragilità e potenzialità molto diverse. Non possiamo considerarli semplicemente un problema statistico o sociale . Dobbiamo costruire intorno a loro una rete capace di intercettare le difficoltà prima che diventino abbandono, di valorizzare competenze diverse, di rafforzare l’orientamento e di creare ponti tra scuola, formazione, imprese, servizi e comunità.

Una scuola inclusiva non è quella che chiede a tutti di percorrere la stessa strada. È quella che mette ciascuno nelle condizioni di trovare la propria strada, senza rinunciare alla qualità, alle aspettative e alla possibilità di costruire un futuro.

È questa, in fondo, la sfida che abbiamo davanti. Gli investimenti sull’edilizia scolastica ci consegnano strutture più sicure, moderne ed efficienti; ora dobbiamo accompagnare questo grande sforzo con una visione altrettanto ambiziosa sul piano educativo e formativo.

Agli studenti che oggi tornano sui banchi vorrei dire soprattutto di non avere paura di fare domande, di sbagliare, di cambiare idea e di immaginare un futuro diverso da quello che magari qualcuno ha già immaginato per loro. La scuola deve essere il luogo in cui si acquisiscono conoscenze, ma anche quello in cui si impara ad imparare e a diventare cittadini consapevoli, curiosi e capaci di affrontare il cambiamento, capaci di adattarsi d esso , in un’ottica, ormai consolidata, di un apprendimento che dura tutto l’arco della vita. L’evoluzione tecnologica vertiginosa che stiamo vivendo richiede questo in maniera sempre più importante e veloce.

A chi nella scuola lavora ogni giorno va invece il nostro grazie. Il lavoro dei docenti, fra i meno retribuiti d’Europa, faticoso e spesso silenzioso, è uno degli investimenti più importanti che una comunità possa fare.

A tutti, dunque, buon anno scolastico. Con l’auspicio che le nostre scuole possano essere sempre più luoghi belli, sicuri, aperti, inclusivi e capaci di guardare al futuro.

Perché il futuro del Lodigiano comincia anche qui: nelle nostre scuole, nei nostri laboratori, nelle palestre, nei nostri spazi riqualificati e aperti al territorio e soprattutto nelle persone che ogni giorno li abitano e li vivono.

Buon anno scolastico.

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