I lodigiani sanno bene che è un rudere, ecco perché non si sono fatti vedere

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Gentile Direttore, dopo aver letto sul Cittadino dell’11 Giugno la bella lettera del Console TCI Lodi ed avendo in parte alimentato, a suo tempo, una polemica in merito al nuovo progetto che riguarda l’edificio in questione, mi sentirei in dovere di fare un breve intervento. Il fatto è, cara Signora, che i Milanesi non sapevano a che cosa andavano incontro. E magari, si aspettavano di vedere una “Villa Necchi Campigli” della bassa.I Lodigiani invece, sanno benissimo che Villa Bianchi è un rudere, ma non di epoca romana come i fori imperiali, ma semplicemente come edificio degli anni 30/40 in stato di avanzata decomposizione.Oltretutto rimaneggiato, basta guardare il “portichetto” situato sotto il terrazzo sul lato che da su viale Milano. E neanche (nonostante vari solleciti) ritenuto degno di tutela da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Lombardia. Che cosa poi abbiano pensato veramente i milanesi , nel loro intimo, durante il ritorno a casa, non lo sapremo mai.Cordiali saluti

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