CALCIO Caso Fanfulla, la palla al giudice dopo l’udienza in Corte d’Appello a Milano

ECCELLENZA Nessun commento dalla famiglia Tufo e da Barbati e soci, intanto restano alla finestra le eventuali cordate

Le parti hanno spiegato di nuovo le loro ragioni, ora la palla passa al giudice: si attende il verdetto, ma non è dato sapere quando arriverà, dopo l’udienza di mercoledì 18 marzo nell’aula della Corte d’Appello del tribunale di Milano dove è andata in scena una nuova tappa del contenzioso che contrappone i soci vicini all’ex presidente Luigi Barbati all’attuale proprietà, la famiglia Tufo. All’udienza si sono presentati i legali di entrambe le parti e il collegio giudicante si è riservato la decisione.
Nessuna dichiarazione da parte dei diretti interessati. Sul piano societario, gli scenari restano aperti. In caso di conferma della sentenza di primo grado, la famiglia Tufo proseguirebbe nella gestione. In caso contrario, ma non sarebbe automatico, potrebbe riaprirsi la prospettiva di un ritorno di Barbati, eventualmente con il coinvolgimento di nuovi soggetti imprenditoriali. In tale contesto si inseriscono le parole di Umberto Rossetti, ex capitano e per un breve periodo dirigente sotto la gestione Tufo, che esclude trattative in corso ma non chiude le porte a un interessamento futuro al Fanfulla qualora cambiasse qualcosa.

L’approfondimento sul “Cittadino” di giovedì 19 marzo

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