Calcio: Fanfulla, la corte d’appello di Milano rimette nuovamente in gioco Barbati

IL RESPONSO Negata la sospensiva, richiesta dai Tufo, della sentenza dello scorso aprile che di fatto apriva le porte a un ribaltone societario

Lettura meno di un minuto.

Fermi tutti, di nuovo, e palla al centro. Anzi, a Luigi Barbati. La corte d’appello del tribunale di Milano ha negato alla famiglia Tufo, tutt’ora alla guida del Fanfulla emigrato a Settala e secondo nel Girone C di Promozione, la sospensiva della sentenza dello scorso aprile che di fatto restituiva le chiavi della società di viale Pavia a Lodi al suo ex presidente. La sentenza che annullava alcune delibere assembleari dell’Asd Fanfulla 1874, tra cui quella della primavera 2023 che di fatto aveva estromesso Barbati dalla società attraverso l’allontanamento di sei ex soci, torna dunque effettivamente in vigore e riapre le porte a un nuovo ribaltone societario: tutto ora dipende da come deciderà di muoversi l’imprenditore di Cavenago d’Adda, fermo restando che resta comunque pendente il ricorso in cassazione presentato dai Tufo.

«Questo pronunciamento è un altro punto a mio favore - il commento di Barbati -. Bisogna procedere coi legali per capire se fare procedura d’urgenza o se è il caso di aspettare l’ultimo grado della cassazione. Se i tempi saranno brevi, la prima cosa faccio è andare in Comune per chiedere se possiamo giocare alla “Dossenina”. Ma adesso non è ancora il momento».

Nessun commento dalla famiglia Tufo, nonostante il tentativo di contatto da parte del “Cittadino”. La partita è ancora lunga e incerta.

L’approfondimento sul “Cittadino” di sabato 10 ottobre

© RIPRODUZIONE RISERVATA