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SERIE A L’esonero all’indomani della sesta sconfitta in sei giornate, lunedì nel posticipo in casa dell’Atalanta
Lettura meno di un minuto.La Serie A non perde tempo e soprattutto non fa prigionieri. Giovanni Stroppa, da oggi (martedì 13 ottobre) non è più l’allenatore del Venezia. La sesta sconfitta in sei giornate, l’ultima lunedì nel posticipo in casa dell’Atalanta (3-1), è infatti costata l’esonero al 58enne allenatore di Mulazzano. “Il club desidera ringraziare Giovanni Stroppa e il suo staff per il lavoro svolto, la professionalità, la dedizione e l’impegno dimostrati nel corso della loro esperienza in arancioneroverde”, le parole del comunicato di circostanza apparse sul sito internet e i social del Venezia.
Stroppa era forte di un contratto triennale ma la proprietà americana del club lagunare ha deciso per l’esonero (c’è Nicola in pole position). «Nella massima categoria si fa un altro sport», ama ripetere Stroppa per sottolineare le grandi differenze di calcio fra la Serie B (nella quale da maestro ha conquistato 4 promozioni con Crotone, Monza, Cremonese e appunto Venezia) e la A, in cui è stato respinto anche dalle panchine di Pescara, Crotone e Monza. Un “salto quadruplo” che Stroppa ha sempre cercato con abnegazione e coraggio di colmare attraverso la bella forma del gioco (lui allenato e ispirato da Sacchi e Zeman) invece di cedere alla dura sostanza dei risultati. Un scelta che non paga, almeno nel nostro massimo campionato
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