CALCIO Processo arbitri, due mesi di inibizione al lodigiano Marchesi

SENTENZA L’ex numero uno della sezione di Lodi condannato dal tribunale federale con il presidente nazionale dell’Aia Zappi, ma l’avvocato farà ricorso

È coinvolto anche Emanuele Marchesi, figura di spicco della sezione Aia di Lodi, nella sentenza del tribunale federale nazionale della Figc che scuote le fondamenta dell’Associazione italiana arbitri. Due mesi di inibizione la sanzione per Marchesi, che vanta una carriera trentennale iniziata nel 1992: attualmente è componente del comitato nazionale, dopo aver ricoperto incarichi importanti anche a livello provinciale e regionale. Una decisione che arriva al termine di un’inchiesta che lo ha visto coinvolto insieme al presidente dell’Aia, Antonio Zappi, inibito per 13 mesi, come richiesto dalla procura federale che per Marchesi ne aveva chiesti 6.
Si tratta del caso spinoso legato alle presunte pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D per una riorganizzazione che mirava alle dimissioni di Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per favorire l’ingresso di Daniele Orsato e Stefano Braschi.«Marchesi ha sempre agito correttamente e in totale trasparenza, nel pieno rispetto dei principi di lealtà, correttezza e probità», dichiara l’avvocato Rosa Colucci che parla di «condotte irrilevanti» e valuterà il ricorso in appello una volta esaminate le motivazioni del giudice.

L’articolo completo sul “Cittadino” di mercoledì 14 gennaio

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