Fanfulla, sull’acqua non pagata
fissata un’udienza in Tribunale
CALCIO Dopo il decreto ingiuntivo l’azienda Sal si è rivolta al giudice per i mancati versamenti, il contenzioso riguarda bollette da 26mila euro
Lettura 1 min.Una storia che ormai... fa acqua da tutte le parti. Al di là della “facile battuta”, visto che questa volta ci sono in ballo qualcosa come 26mila euro di bollette dell’acqua non pagate, la vicenda del Fanfulla si arricchisce di un altro capitolo. Che altro non fa che rendere ancora più opaco un simbolo glorioso che la città di Lodi sembra aver perso da molto, troppo, tempo.
Il prossimo 18 giugno, gli attuali vertici dell’A.S.D. Fanfulla compariranno davanti al Tribunale di Lodi per una serie di bollette non pagate, riferite a diverse utenze: piazzale degli Sports, viale Pavia 24 e via Bergognone a Lodi e via Fratelli Cervi a Tavazzano. Il tutto per circa 23mila euro, a cui vanno aggiunti altri 3mila euro di un vecchio residuo relativo a un contratto scaduto.
A dir la verità, prima di arrivare a questa situazione, la Società Acqua Lodigiana aveva già cercato una soluzione bonaria al problema, attraverso un decreto ingiuntivo risalente al marzo del 2025. Niente da fare, però.
Anzi, l’A.S.D. Fanfulla attraverso i suoi legali si è opposta al decreto ingiuntivo, tirando in ballo il comune di Tavazzano con Villavesco, dove si trova uno degli impianti utilizzati dagli atleti del Fanfulla. In particolare, la società contesta all’ente pubblico la mancata tempestiva voltura delle due forniture dell’impianto di via Fratelli Cervi. E poi tutta una serie di contestazioni su bollette e arretrati, che rimandano i conteggi addirittura a fine 2020, quando la società era in altre mani. Quindi, il prossimo 18 giugno, di fronte al giudice Mazziotta, si cercherà di sbrogliare la matassa, che si aggiunge a una lunga serie di incertezze, la prima delle quali riguarda una domanda capitale: a chi appartiene veramente il Fanfulla?
Questi i primi numeri ufficiali del caso acqua, anche se negli ambienti del calcio si vocifera di una cifra a debito che sarebbe almeno del doppio.
Al di là dell’ammontare preciso delle bollette ancora da pagare, in questi mesi la Società Acqua Lodigiana, intenzionata a far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune, si è ben guardata dallo staccare l’acqua agli impianti sportivi, riconoscendo comunque il ruolo sociale svolto in particolare dal movimento del calcio giovanile, con le centinaia di ragazzi e bambini impegnati ogni giorno negli impianti gestiti dall’A.S.D. Fanfulla. E che nonostante le modalità di gestione continuano a credere in questa realtà, come anche gli allenatori e dirigenti. Emblematica la risposta di uno dei mister di questi baby atleti, entrato in campo con la tuta del Sant’Angelo: «Ma come devo fare, se non ci danno più nemmeno le divise...».
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