Canone unico patrimoniale, Cassazione dà ragione a Tribiano
LA SENTENZA Si apre così la strada al recupero di crediti per gli enti locali.
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La Corte di Cassazione ha dato ragione al comune di Tribiano nella causa contro Wind Tre sul pagamento del canone unico patrimoniale: anche gli operatori telefonici che utilizzano reti di terzi dovranno versare il canone unico patrimoniale ai Comuni. La vicenda nasce da un accertamento da 3.411 euro notificato dal municipio nel 2023 alla società telefonica. Dopo la vittoria del Comune in primo grado e la successiva sconfitta in appello, la Cassazione ha ribaltato nuovamente la decisione stabilendo che l’utilizzo “virtuale” delle infrastrutture, attraverso sistemi come il Vula (virtuali), costituisce comunque uso materiale della rete e comporta quindi il pagamento del canone. I giudici hanno inoltre escluso che per le telecomunicazioni possa valere l’interpretazione favorevole prevista nel 2021 per altri settori come energia e gas. Per il sindaco Roberto Gabriele la sentenza «fa giurisprudenza» e rappresenta «un risultato importante per un piccolo Comune». La pronuncia apre ora la strada agli enti locali per recuperare dal 2021 canoni non riscossi, oltre a eventuali sanzioni e interessi.
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