Manca la caserma dei carabinieri,
denunciare i furti è un’odissea
PAULLO Una 79enne derubata ha dovuto andare più volte dall’Arma di Tribiano
Lettura 1 min.Una denuncia di furto, tre viaggi in caserma, documenti da rifare, telefonate, chiarimenti e ore trascorse tra uffici e sportelli. Ma il punto, per una pensionata di 79 anni di Paullo, non è soltanto il furto subito. È ciò che accade dopo. Da quando la stazione dei carabinieri non è più presente in città, anche un adempimento ordinario può trasformarsi in un percorso a ostacoli per chi è anziano e ha difficoltà negli spostamenti. La vicenda inizia il 20 maggio a Novegro. I ladri infrangono il finestrino dell’auto e portano via la borsa lasciata sul sedile. Dentro ci sono documenti, patente, bancomat, cellulare, chiavi di casa e contanti. La prima corsa è in banca per bloccare la carta. La seconda ai carabinieri a Tribiano per formalizzare la denuncia. Ma la procedura non finisce lì. Dopo aver ottenuto in Comune il documento sostitutivo della carta d’identità, la donna deve tornare una seconda volta in caserma per la pratica relativa alla patente rubata. Un passaggio che genera ulteriore confusione e che non porta al rilascio del permesso temporaneo di guida. Serve quindi un terzo viaggio a Tribiano per ottenere il documento necessario a circolare. «Io ho 79 anni e posso contare su mio marito - racconta - ma chi è solo come fa? Se deve andare a lavorare, a una visita medica o semplicemente a fare una denuncia, come si organizza?». La pensionata, volontaria dell’Auser, non nasconde l’amarezza. Più del furto, dice, l’ha colpita la difficoltà di orientarsi tra pratiche e spostamenti. E soprattutto la mancanza di un presidio di prossimità a Paullo. «Avevamo una caserma comoda in città. Adesso bisogna andare a Tribiano. Se una persona non ha l’auto deve prendere un taxi o chiedere aiuto». Anche l’ipotesi di rivolgersi alla polizia locale non è considerata una soluzione sufficiente: «Gli uffici sono aperti solo in certi orari e una denuncia di furto richiede procedure specifiche». Il caso individuale diventa una questione più ampia. Per molti cittadini, soprattutto anziani, la chiusura dei servizi di prossimità non rappresenta solo una modifica organizzativa. Ma tanti disagi.
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