PAULLO Dottoressa Moretti aggredita per un certificato - Il video
SANITA’ Dure parole di condanna da parte dell’amministrazione comunale e della Libera associazione di medicina generale
Lettura 1 min.Paullo
ORE 14 - È bastato il diniego a un certificato di malattia per trasformare uno studio medico in un luogo di aggressione.
Nel pomeriggio di ieri, a Paullo la dottoressa Marta Moretti, medico di base, è stata aggredita da un giovane paziente all’interno dell’ambulatorio di piazza De André durante il proprio turno di lavoro.
Secondo le ricostruzioni, la richiesta del certificato per motivi ritenuti non giustificati avrebbe innescato la violenza.
La dottoressa è stata medicata al pronto soccorso di Melegnano. La «Libera associazione di medicina generale» parla di episodio «gravissimo» e annuncia supporto legale.
Il Comune esprime «profonda vicinanza» e condanna netta, chiedendo rapida chiarezza alle forze dell’ordine.
ORE 18 - La direzione generale di Asst Melegnano Martesana, appreso con profondo sconcerto del grave episodio di aggressione verificatosi nella giornata di ieri ai danni della dottoressa Marta Moretti, esprime il più sentito rammarico e la massima solidarietà alla professionista colpita.
L’ azienda desidera «riaffermare con forza la propria vicinanza istituzionale e la ferma condanna di ogni forma di violenza, sia essa fisica o verbale: episodi di questo genere non colpiscono soltanto il singolo professionista, ma feriscono l’intera comunità e minano la dignità di chi, ogni giorno con dedizione e in stretta sinergia con la nostra rete territoriale, si spende in prima linea per la tutela della salute pubblica».
«Davanti a simili atti non può esserci spazio per la tolleranza», dichiara la direzione. «Chi aggredisce un operatore sanitario, aggredisce il sistema di cura di cui tutti beneficiamo. Per questo motivo, l’Asst continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per promuovere la cultura del rispetto e per supportare, anche attraverso le opportune interlocuzioni con le autorità competenti, la sicurezza di chiunque operi nelle strutture e sul territorio della nostra rete». Asst ribadisce che «la tutela della sicurezza e il rispetto reciproco costituiscono presupposti imprescindibili e non negoziabili nel rapporto tra cittadini e operatori sanitari».
Dure parole di condanna in queste ore sono arrivate anche dall’assessore regionale Franco Lucente: «Una vicenda incresciosa e inqualificabile - ha detto - che dimostra ancora una volta la necessità di maggior sicurezza sui luoghi di lavoro e in ambienti particolarmente sensibili, come ospedali e presidi sanitari. Da parte mia arriva una condanna ferma, senza se e senza ma alla violenza».
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