Paziente accusato di abusi al pronto soccorso: viene assolto anche in appello

VIZZOLO Il gravissimo episodio due anni fa, vittima una 21enne con problemi che subito dopo era stata ricoverata ma si era lanciata da una finestra dello stesso ospedale

Confermata dalla corte d’appello di Milano l’assoluzione di un 30enne dell’Alto Lodigiano che alla fine di maggio del 2024 era stato arrestato e messo ai domiciliari con l’accusa di aver commesso violenza sessuale in piena notte ai danni di una 21enne che, come lui, era in attesa di cure al pronto soccorso di Vizzolo Predabissi. La giovane, dopo aver denunciato l’accaduto ai sanitari e poi ai carabinieri intervenuti presso la struttura, era stata ricoverata al quarto piano dello stesso ospedale e nel pomeriggio successivo si era tolta la vita. Sulla vicenda l’ospedale aveva preannunciato un’audit interno e la Procura lodigiana aveva avviato accertamenti sull’assistenza prestata, anche in relazione al fatto che la giovane aveva una precedente storia di diagnosi psichiatriche. L’imputato si trovava in pronto soccorso a causa di un abuso serale di alcol e sostanze e sostiene che il rapporto era stato consenziente, dopo che la giovane, che in precedenza non conosceva, aveva preso confidenza con lui. La 21enne invece aveva chiesto aiuto ai medici lamentando di essere maltrattata in famiglia. Già assolto in primo grado, per mancanza di prove, ha affrontato il secondo processo a seguito del ricorso della Procura di Lodi contro l’assoluzione.

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