Tem, dove il cemento arriva nei campi

La nuova tangenziale

lascia l’area urbanizzata

e si inoltra

nella zona agricola

fra Dresano, Paullo, Tribiano e Mulazzano

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Viaggiando al confine di provincia fra Milano e Lodi, lungo il bordo dei comuni di Dresano, Mulazzano, Tribiano e Paullo, la Tem “entra nel nulla”. O meglio nel verde. In questo lungo tratto denominato “lotto C 3”, che comprende necessariamente un ponte di scavalcamento della Muzza fino ad arrivare al nodo di Zelo Buon Persico-Paullo, l’autostrada per vederla... bisogna andarla a cercare. È così oggi, che le transenne arancioni si fanno strada in mezzo ai campi, e si presume resterà così un bel po’ domani, quando in mezzo a questi campi passeranno i tir che girano attorno a Milano. A tal proposito è bene spendere due parole su una voce che si è diffusa nel corso degli anni accompagnando il progredire dell’autostrada, dalla carta alle ruspe. E cioè sul fatto che esista una normativa regionale, o collegata alla legge 443/2001, la cosiddetta “legge obiettivo di programmazione delle infrastrutture strategiche”, capostipite di tutti i tentativi di “velocizzazione” delle grandi opere esperiti nell’ultimo decennio, secondo la quale una fascia di circa 500 metri da un lato e dall’altro della nascente autostrada diventi immediatamente edificabile. In altri termini, che esista un “super strumento” urbanistico in grado di prevalere sui Ptcp provinciali, sul Ptc del Parco agricolo Sud Milano e sui Piani di governo del territorio comunale dando licenza di portare subito un capannone o un supermercato a fianco della tangenziale a chi lo vuole portare.

La produzione legislativa sulle grandi opere negli ultimi anni è stata massiccia e spesso verbosa. Dalla 443/2001 in poi si è legiferato sui tempi di esproprio, sulla semplificazione dei progetti preliminari, sull’obbligo di coinvolgere le piccole medie imprese nei lavori, sulla finanza di progetto, sulla dimuzione dal 5 al 2 per cento delle spese di mitigazione di una grande opera ( le mitigazioni devono essere solo quelle “funzionali”, decreto legge 70/2011). Ma un comma che “imponga” dall’alto, senza mettersi a cambiare i piani urbanistici di comuni, province e parchi, il capannone in mezzo alla campagna, non consta ad enti di rilevante peso.

È il caso ad esempio del Parco agricolo Sud Milano, il quale afferma, attraverso l’ufficio pianificazione Parco, di «non essere a conoscenza di nulla di simile e di non avere mai incontrato nulla di simile al momento di esprimere un parere sulla nuova tangenziale (il Parco si è espresso a fine 2011, dando parere negativo sulla Tem, ndr)». In attesa dei capannoni e dei supermercati a pioggia, se questo sarà il destino, si può constatare che qui, nelle campagne fra Tribiano e Mulazzano, è iniziata la “storia archeologica” della Tem. Nell’autunno del 2012 in zona cimitero di Cassino è stata cavata dalla terra, e poi ricoperta, una fornace databile fra trecento e 250 anni fa. Il pool archeologico si è poi spostato a Vizzolo Predabissi, nella zona verso Sordio, scavando qualcosa che a diversi è parsa una necropoli: una serie di tombe forse di età romana. Ma tutto è poi stato ricoperto dai cingoli delle ruspe e dai silenzi delle Soprintendenze.

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