Tentato omicidio al Carrefour, ipotesi di una banda dietro l’attentato

Peschiera Le indagini della polizia locale dopo il grave episodio di mercoledì sera

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Indagini a tutto campo dopo il fermo per tentato omicidio di S. A., 56 anni, cittadino italiano di Peschiera Borromeo, che mercoledì sera ha tentato di investire il direttore del Carrefour di via Papa Giovanni XXIII. Un’azione solitaria o una missione punitiva concordata con altre persone? Una domanda alla quale stanno tentando di rispondere gli investigatori della polizia locale, che hanno bloccato il conducente su un’auto rubata. Per il momento sono due i filoni d’indagine: quello del tentativo di investimento e quello del furto del veicolo, che al 56enne è costata l’accusa aggiuntiva di ricettazione. Da quanto è trapelato, la macchina, una Suzuki Jimny, era stata rubata a Melzo. Un furto che non si è limitato al veicolo e con è stato compiuta da una sola persona ma da un gruppo. Ed è proprio qui che i due filoni di indagine si intersecano. Perché nella macchina gli agenti hanno trovato targhe rubate e oggetti per lo scasso, in uso alla banda. Insomma: più persone. Dalle segnalazioni e dalle denunce presentate dal direttore e dalla titolare del Carrefour risulterebbe che a tormentare i clienti e l’attività della struttura di via Papa Giovanni sarebbero state appunto più persone. Tutte appartenenti allo stesso gruppo.

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