
Un altro dottore se ne va a Melegnano, sul caso Vizzolo interviene Bertolaso
L’Asst aveva individuato un sostituto che ha rinunciato, continua l’emergenza dei camici bianchi
Melegnano
Ancora emergenza camici bianchi a Melegnano, arriva un ambulatorio medico temporaneo. Il dottor Bruno Salerno che riceveva i pazienti nella casa di comunità temporanea in via VIII Giugno nel cuore del quartiere Giardino ha lasciato l’attività.
Tutto questo ha provocato gravi disagi per centinaia di assistiti, che si sono ritrovati senza un camice bianco. In assenza di medici disponibili nella realtà locale, i melegnanesi devono emigrare nei centri vicini, per raggiungere i quali soprattutto la popolazione anziana incontra non poche difficoltà.
Interpellata sulla questione nella giornata di ieri, l’Asst Melegnano Martesana ha fatto sapere di aver inizialmente individuato un sostituto per il dottor Salerno, che però alla fine ha rinunciato all’incarico in città. Si spiega così la decisione di istituire un ambulatorio medico temporaneo, che vedrà la rotazione dei camici bianchi.
In base agli ultimi dati diramati qualche mese fa dal Coordinamento per il diritto alla salute Melegnano Martesana, all’appello mancano 5 medici nell’ambito di Melegnano, Carpiano, Cerro, Colturano, Dresano, San Zenone e Vizzolo. Per quanto riguarda gli altri centri del Sudmilano, mancano 10 camici bianchi nell’ambito di San Giuliano e San Donato e altri 9 in quello che comprende Paullo, Mediglia, Pantigliate, Tribiano e Peschiera.
Sul caso di Luca Nascimbene sospeso dall’ambulatorio di Vizzolo perché non aveva i requisiti (le indagini sono affidate ai Nas e alla Procura di Lodi), invece, ieri l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso ha risposto all’interrogazione presentata dal capogruppo del Movimento 5 stelle Nicola Di Marco.
«Già dopo poche ore è stato sospeso dall’incarico, mentre per il futuro abbiamo chiesto maggiori controlli alle Asst - ha detto Bertolaso -. Dopo quanto avvenuto a Vizzolo, abbiamo intanto predisposto una direttiva per rafforzare i controlli da questo punto di vista».
«Riteniamo doveroso che Regione Lombardia intervenga con controlli a campione su tutte le professioni sanitarie per le quali attualmente basta l’autocertificazione dei titoli per ricevere l’autorizzazione al servizio - ha detto Di Marco -. In una Regione come la Lombardia, dove non si perde occasione per auto-proclamare la propria eccellenza, non possiamo accettare che terapie e medicinali possano essere prescritti e somministrati da chi non ne ha titolo. Pretendiamo maggiore attenzione nei confronti della sanità pubblica».
Gli approfondimenti a firma Stefano Cornalba sono nelle pagine 22 e 24 del «Cittadino» di oggi 15 gennaio 2025
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