Visita al carcere di Lodi, il Pd: «Servono più personale e investimenti»
La situazione di sovraffollamento resta una delle principali criticità della Casa circondariale di Lodi. A sottolinearlo sono stati la consigliera regionale del Partito Democratico Roberta Vallacchi e Lorenzo Guerini: hanno visitato l'istituto nell'ambito di un'iniziativa nazionale promossa dal gruppo parlamentare del Pd per accendere i riflettori sulle condizioni delle carceri italiane. Vallacchi e Guerini hanno spiegato di avere da tempo un rapporto continuativo con la struttura lodigiana e di voler comprendere quali siano le necessità più urgenti e quali interventi possano essere sostenuti concretamente.
Nel corso della visita è stato ricordato che il carcere dispone di 45 posti, mentre i detenuti presenti sono attualmente 86, un dato che conferma una condizione di sovraffollamento comune a molti istituti penitenziari italiani. Nonostante questo, Vallacchi e Guerini hanno espresso un giudizio positivo sul lavoro svolto all'interno della struttura, evidenziando l'impegno della direzione, della polizia penitenziaria, dei volontari e degli enti del terzo settore. Particolare attenzione è stata riservata alle attività organizzate per i detenuti e alle iniziative che favoriscono il rapporto con il territorio e l'inserimento nel mondo del lavoro, considerate strumenti importanti per offrire prospettive future.
Tra le criticità evidenziate figurano anche le elevate temperature estive, che rendono ancora più difficile la permanenza in carcere. Pur ricordando che sono stati installati numerosi ventilatori negli spazi comuni e nelle celle, i consiglieri hanno sottolineato come il caldo si sommi agli effetti del sovraffollamento. Hanno inoltre richiamato la necessità di proseguire con investimenti sull'infrastruttura e di affrontare il problema del sottodimensionamento del personale, ritenuto un tema nazionale che richiede un impegno da parte del Governo e del Parlamento. Secondo quanto emerso durante la visita, la carenza di organico incide anche sulla gestione quotidiana delle attività e dei trasferimenti dei detenuti, riducendo la disponibilità di agenti all'interno dell'istituto.
Sul fronte regionale, Vallacchi ha richiamato l'attenzione anche sulla carenza di personale sanitario, in particolare nelle ore notturne, e sulla necessità di rafforzare i progetti educativi. A suo giudizio, attività oggi finanziate attraverso bandi dovrebbero diventare strutturali, così da garantire continuità ai percorsi e maggiore stabilità agli operatori impegnati nel recupero e nel reinserimento dei detenuti.