Accordo con i Paesi Mercosur, agricoltori in piazza a Milano per protesta
EUROPA Anche Confagricoltura manifesta con i trattori nel capoluogo. «È un trattato che ci penalizza – ha ribadito il presidente Francesco Pacchiarini -. Rimangono alcune criticità che non possono essere ignorate»
Decine di trattori a Milano, in piazza duca D’Aosta davanti al Pirellone: traffico bloccato, balle di fieno scaricate a terra e latte rovesciato per strada. È così che ieri, mentre gli ambasciatori dei 27 Stati membri dell’Ue riuniti al Coreper davano il via libera all’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur, centinaia di agricoltori hanno protestato per dire no al trattato.
Alla mobilitazione, indetta da Coapi e Riscatto agricolo Lombardia, ha partecipato anche una delegazione di agricoltori di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza. «È un accordo che ci penalizza – ha ribadito in serata il presidente Francesco Pacchiarini -. Rimangono alcune criticità che non possono essere ignorate. La più importante riguarda il principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente. Le misure annunciate a livello europeo non appaiono ancora sufficienti. Alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di elevati standard in materia di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, ma questo sembra non valere per le importazioni dal Brasile, dall’Argentina, dall’Uruguay e dal Paraguay».
Sempre in serata Confagricoltura nazionale ha diffuso una nota: «Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distinti. Alla luce di quanto emerso oggi a Bruxelles annunciamo che continueremo a monitorare con estrema attenzione i prossimi passaggi dell’iter di ratifica. La Confederazione si riserva di valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare le imprese agricole e a difendere la tenuta economica delle nostre filiere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA