Allarme per i costi dell’energia: «Così la Lombardia si ferma»
REGIONE Appello dell’assessore Guido Guidesi all’Europa e al Governo
Lettura 1 min.Appello all’Europa e al Governo per interventi immediati sul costo dell’energia. A lanciarlo è l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che definisce la situazione una vera emergenza per imprese e famiglie. «I costi continuano ad essere insostenibili. Non possiamo permettere che questo diventi un nuovo freno alla produzione, agli investimenti e ai consumi in Lombardia. Con questi costi la Lombardia si ferma» avverte Guidesi, chiedendo decisioni immediate accanto alle necessarie strategie di medio e lungo periodo. Secondo l’assessore, le imprese rischiano di vedere erosa la propria marginalità, fino a ridurre o fermare la produzione, mentre le famiglie sono costrette a limitare i consumi per far fronte alle bollette. «Le infrastrutture e un mix di fonti energetiche restano - sostiene Guidesi - la strada per costruire maggiore autonomia e competitività nel futuro. Ma l’emergenza impone di agire subito».
Da qui l’appello a Bruxelles e al Governo per almeno tre interventi immediati: maggiore trasparenza nella formazione del prezzo dell’energia, limiti alla speculazione finanziaria che incide sui prezzi e un price cap capace di contenere gli effetti delle dinamiche finanziarie che, secondo Guidesi, non riflettono i reali costi di produzione. L’assessore torna inoltre sul tema della risorsa idroelettrica, chiedendo di intervenire sulla sua gestione. «La Lombardia - ricorda - ha già sperimentato un confronto tra produttori ed energivori, avviato insieme al presidente Attilio Fontana e all’assessore Massimo Sertori, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete. Le proposte avanzate dalla Lombardia non hanno tuttavia ancora ricevuto una risposta adeguata.
La priorità assoluta è affrontare questa situazione come una vera emergenza energetica. La Lombardia rappresenta una componente fondamentale della capacità produttiva italiana ed europea e rischia di subire un rallentamento delle produzioni e dei consumi. In cinque anni lo scenario geopolitico è profondamente peggiorato ma l’Unione europea non ha ancora costruito una risposta immediata e strutturale al problema». Secondo l’assessore, il mercato europeo dell’energia resta esposto alla speculazione finanziaria e non dispone ancora di strumenti sufficienti per proteggere imprese e famiglie.
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